Credo che non solo per il sottoscritto navigare in rete sia talvolta un buon mezzo per riempire i tempi morti sul lavoro ed ammetto che così ho scoperto i Grey, accedendo al loro sito internet (www.elephantsfall.com) tra una ricerca e l’altra nel tentativo di placare la mia curiosità e la mia sete di musica.
Un’occhiata ai riferimenti e qualche rapido ascolto mi hanno convinto a contattare il gruppo, quattro ragazzi lombardi della zona di Mantova: Luca Palleschi, (voce e chitarre), Paolo Soragna (chitarra elettrica), Andrea Mazzocchi (basso) e Diego Tininini (bateria).
Il loro demo ancora mi gira tra le mani come una gradita sorpresa, forse sarà anche un po’ l’orgoglio della scoperta, ma “Elephants fall” dimostra una maturità nettamente sopra la media per una band emergente.
Quattro tracce, tutte cantate in inglese, con chiari riferimenti a Radiohead, Soundgarden e Jeff Buckley: detto questo, non è stato detto nulla, perché i Grey non sono il solito gruppo, emulo di Thom Yorke e compagni. Le loro ballate nascono da territori acustici e malinconici, ma si fanno afferrare da una chitarra elettrica che ad ogni pausa stringe sempre di più la presa con giri di vite tra il blues e l’hard. I suoni riprendono qualche passaggio e qualche effetto alla Soundgarden, addirittura le sferzate iniziali di “Drink caffeine, still floating” fanno venire in mente certe ballate di “Superunknown”, tanto per intenderci.
Ciò che più colpisce è la capacità dei Grey di coniugare queste sonorità illustri in brani assolutamente loro, che crescono d’intensità man mano si avvicinano al ritornello, mai esplosivo, ma deciso quanto basta. Sono la voce di Luca, molto bravo a muoversi nei crescendo come nelle parti piane, e qualche stacco di chitarra acustica ad aggiungere echi ed allunghi a canzoni già di per sé mature, compatte.
“Traffic bulge” si avvicina ai territori onirici del Buckley di “So real”, pur senza arrivare mai alla citazione. La dote maggiore della band è sapere creare quelle piccole sospensioni, essenziali tanto al movimento delle ballate quanto alle orecchie dell’ascoltatore.
“Elephants fall” è il primo vagito dei Grey: l’intonazione dei genitori si fa sentire, ma ci sono tutte le possibilità per sviluppare un’impostazione e una voce molto personali. Meritano assolutamente di crescere e di essere scoperti.