Southern Blood<small></small>
Rock Internazionale − Rock − Southern Soul

Gregg Allman

Southern Blood

2017 - Rounder/Universal
10/09/2017 - di
Inevitabile trovarsi ad attendere, con una certa curiosità, un disco come questo di un musicista che ha segnato  vita degli ascolti di tanti di noi. La recente scomparsa di Gregg Allman, è uno degli eventi più tristi di quest’annata musicale. Che peso abbia avuto la leggendaria Allman Brothers Band credo sia qualcosa che chiunque possa facilmente testare con un certa regolarità. Un gruppo fondamentale per quello che ha rappresentato, per l’epoca che ha contraddistinto, per quello che ha significato, per almeno due generazioni,  assistere ai loro concerti. Poi le voci che giravano attorno a questo disco che lasciavano presagire un’opera importante. Qualcuno ha parlato chiaramente del disco migliore della discografia di Gregg, riferendosi a quella solista. In realtà,  almeno a parere di chi scrive, Southern Blood è un gran bel disco,  pari a quel Low Country Blues che, se richiamava il Blues ed i suoi addentellati, era certamente un album più indirizzato su un genere solo.

Southern Blood sviluppa un concerto più ampio, avvalendosi di una produzione stellare come quella di Don Was, di uno studio di registrazione pari alla fama di musicisti e produttore, visto che parliamo dei Muscle Shoals in Alabama, là dove sono passate uno stuolo interminabile di leggende della musica Blues, R&B, Soul, Rock, Country come Aretha Franklin, Etta James, Percy Sledge, Paul Simon, Bobby Womack, Rod Stewart, Willie Nelson, Rolling Stones.Un luogo che, giustamente, è stato celebrato senza inutili fanfare, in un film uscito nel 2013 negli States, ed un anno dopo nel nostro paese, intitolato Muscle Shoals - Dove nascono le leggende che vi consiglio di andare a recuperare per comprendere l’importanza di un posto simile.

Qui Gregg ha deciso che avrebbe registrato questo struggente album, fatto praticamente di cover (ma che cover!), ed una canzone nuova, My Only True Friend, con sonorità classiche di una musica come si faceva una volta. Stupenda la caretterizzazione che regalano i fiati a questo pezzo, con un finale chitarristico spettacolare, e la sapiente regia di Allman al piano. Che inizio. Once I Was arriva dal repertorio di Tim Buckley. Andamento lento, con un Sax che giganteggia assassino, regalando emozioni e pelle d’oca. Bob Dylan viene rivisitato con una ottima Going, Going, Gone. Allman la fa sua disegnandola su una tavolozza dai colori virati sul Soul, con un coro emozionante, che non ammette repliche. Meraviglioso il gioco fra steel guitar ed i fiati che sono il valore aggiunto imprescindibile per un disco del genere. Black Muddy River viene ripresa da In The Dark dei Grateful Dead. Manco a dirlo Gregg rivede questo pezzo con una classe insuperabile, rendendo, e questo il pregio maggiore di tutto l’album, ogni canzone come fosse sua.

Ascoltando Southern Blood sembra di essere su una Highway dove ad ogni canzone corrisponde un’uscita nella quale perdersi, girovagando facendosi avviluppare da emozioni intense. Di gigante in gigante è ora il turno di Willie Dixon e della sua I Love The Life I Live, che ricordavo (avendo il disco) nella versione di Muddy Waters, ma anche in quella di Mose Allison, (un’altro grande musicista che ci ha lasciato non molto tempo fa). Qui devo dire che la versione è la più normale di tutto il lotto. Bella ma non perticolare. Willin’, che dire? Una canzone che ha fatto storia. Potrei descrivervi con minuzia di particolari la prima volta che ascoltai questa canzone, e le sensazioni provate. Cosa che non è cambiata ancora adesso. Ogni volta è un brivido. Forse non la versione migliore, (a parte l’originale che è impossibile da replicarsi visto che la cantava Lowell George), ma pur sempre una cover fatta con classe assoluta.

Johnny Jenkins e la sua Blind Bats And Swamp Rats, non mi hanno colto impreparato. Qualche anno fa avevo recuperato la ristampa di Ton-Ton Macoute!, uscito originariamente nel 1970, a nome del nostro che suonava in quel disco con Duane Allman. Duane non prestò la sua chitarra in quel pezzo in particolare, ma il disco mi aveva incuriosito e mi era sembrato degna cosa averlo recuperato. Vedere adesso un pezzo simile apparire su un album del genere non può che far piacere. Andamento da R&B lento ed altalenante, con i fiati a dettare legge. Ottimo!! Percy Sledge è uno dei personaggi che hanno conribuito a fare la storia dei Muscle Shoals. Ed anche viceversa. Out Of Left Field, proveniente dalla magica penna del duo Dan Penn / Spooner Oldham. Uscita su singolo nella primavera del 1967, viene qui ripresa lasciandone intatta l’essenza di una ballata di tipo stampo Southern. Versione decisamente bella. Love Like Kerosene la conosciamo già, visto che era sul bel Back To Macon di Gregg, uscito un paio d’estati fa. E’ comunque una cover anche questa, visto che la versione originale arriva da un disco di Scott Sherrard and The Brickyard Band uscito nel 2012. Lo stesso Scott è stato accanto a Gregg per diversi anni, ed anche un’altra sua canzone, Endless Road, era finita nel repertorio di Allman. Nessuna sostanziale sorpresa in questa versione che profuma di un classico Blues speziato di Rock.

I titoli di coda scorrono sulle note di una stupenda Song For Adam di Jackson Browne, artista da sempre molto amato e rispettato da Gregg (come da tantissimi altri in realtà). Jackson appare nella canzone stessa, impreziosendola con il suo delizioso tocco. E chiusura migliore, di un viaggio durato tanti anni, non poteva esserci. Il sipario scende, ma l’immagine di Gregg, come quella di Duane, rimarrà impressa nelle nostre meenti e nel nostro immaginario per continuare a farci vibrare sulle note di una lunga Jam, o di qualche classicone. In fondo abbiamo sempre un cuore tenero anche noi.

Track List

  • My Only True Friend (Gregg Allman-Scott Sharrard)
  • Once I Was (Tim Buckley-Larry Beckett)
  • Going Going Gone (Bob Dylan)
  • Black Muddy River (Jerome J. Garcia-Robert C. Hunter)
  • I Love the Life I Live (Willie Dixon)
  • Willin’ (Lowell George)
  • Blind Bats and Swamp Rats (Jack Avery)
  • Out of Left Field (Dewey Lindon Oldham Jr.-Dan Penn)
  • Love Like Kerosene (Scot Sharrard)
  • Song for Adam featuring Jackson Browne (Jackson Browne)