Greg Trooper - Upside-Down Town

Greg Trooper

Upside-Down Town

2011 - 52 Shakes Records

Americana Songwriting

07/03/2011  |  di Claudio Giuliani

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Greg Trooper è un eminente songwriter che ha raccolto molto meno di quanto avrebbe meritato; nonostante abbia seminato canzoni che sono piccoli gioielli nebulizzanti equilibri di rifrazione poetica, si ritrova ad impersonare un ruolo secondario tratteggiato dai mille incomprensibili destini che orbitano nel cosmo musicale e che vede persone dotate di brillante talento musicale e sensibile capacità di scrittura a dover tirare la cinghia e lottare per sopravvivere della propria arte, mentre individui con la sensibilità di un calzino rammendato (e non troppo pulito) o l’ingegnosità compositiva di un bradipo affetto da dappocaggine si ritrovano applauditi e magnificati grazie ad apparati del profitto, radunando compiacenti successi e correlativi denari nel distribuire banalità e coriandoli di canzoncine modaiole senza contenuto. E’ proprio un mondo bislacco!!   

Per noi Greg Trooper non è certo una scoperta, senza eccedere potremmo avvicinarlo a John Prine con sottobraccio Steve Earle; nei i suoi dischi (una decina) scoviamo un miracolo di sintesi e magnetismo poetico, una vocalità particolarmente coinvolgente, giochi elettroacustici e songs ricche di fascino e seduzione, songs capaci di adescare anche il più smaliziato tra gli ascoltatori tramite ballate & atmosfere sprofondate in una dimensione che si muove incorporando american roots, spigoli di riverberi country, anime soul, inflessioni & riflessi rock, complicità folk, redenzioni & malinconie cantautorali. 

Tra le sue opere suggeriamo titoli come  Noises In The Hallway (1996),  Popular Demos(1998) o l’ottimo Floating (2003), ma anche gli altri non sono da meno. In  Upside Down Town ritroviamo creatività armonica & sensibilità ingegnose, arrangiamenti equilibrati e mai banali; sempre in gioco tra argute vivacità & autenticità, tra sottigliezze & danzanti perle di rotonda virtù.Tra le dodici tracks indichiamo, un po’ a caso, l’incantevole Second Wind, ballata che accarezza l’anima con sfioramenti pianistici, un soffio d’armonica e un giro di chitarre acustiche. La ruspante Might Be A Train è una splendida cavalcata country-roots; poi, sempre parlando di ballate, c’è l’intensa Could Have Been You: un velo d’organo e fuggevoli inflessioni dell’electric guitar; l’acustica  First True Love o gli splendori elettroacustici in punta di dita di They Call Me Hank: lucente gemma di fine bellezza. 

Tra gli altri brani un cenno và alla lancinante  Bulletproof Heart, ai vigori stringati di  Nobody In The Whole Wide World, agli spazi atmosferici di  Dreams Like This  o agli interstizi malinconici della fisarmonica di  Just One Hand. Upside Down Town è un gran bel disco che congiunge canzoni di intrinseca qualità, cuore e artigianalità poetica, trasmettendoci suggestioni dalle rilucenti sfaccettature emotive.

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Track List:

  • Nobody in the Whole Wide World
  • Dreams Like This
  • They Call Me Hank
  • Bulletproof Heart
  • We’ve Still Got Time
  • Might Be a Train
  • First True Love
  • Could Have Been You
  • Time For Love
  • Second Wind
  • Just One Hand
  • Everything Will Be Just Fine

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