Alcuni dischi, soprattutto quando si tratta di pietre miliari, non dovrebbero essere rimasterizzati e forse nemmeno pubblicati in cd, anche a costo di soffrire di una qualità sonora imperfetta. “Live dead” è tra questi, perché il doppio formato apribile e il fruscio del vinile enfatizzano una musica che si schiude fino a toccare vertici assoluti.
Già la copertina con quella “magic woman” che esce da una bara scoperchiata e la bandiera americana sfasata sul retro perde molto del suo senso compattata nel cd. Allo stesso modo l’immagine interna suggerisce la caratteristica esperienziale della musica e di un concerto dei Grateful Dead.
“Live dead” è da prendere a modello di disco dal vivo per come cattura la musica nella sua atmosfera aperta da evento live: anche i “difetti”, evidenti soprattutto sulle vocals che arrivano distanti dal canto di Jerry Garcia, sono voluti (grazie ad un sistema di amplificazione allora all’avanguardia) e utili a suggerire i diversi livelli del suono dei Dead.
Difetti non se ne trovano invece nella performance della band, tanto improvvisata quanto precisa, da una “Dark star” che comincia sussurrata per poi salire verso l’alto ad una “And we bid you goodnight” a cappella che chiude il raccoglimento creato dal disco.
I Grateful Dead concretizzano la psichedelia e lambiscono il progressive in più di un passaggio, ma soprattutto trascendono i generi, comprese le proprie origini country: quella che molte band riducono a semplici jam, è qua una musica libera, cercata con coscienza e sensibilità fuori dal comune, molto meno “fumata” di quanto si creda. Basti ascoltare gli slanci rock di “St. Stephen” o l’r&b di “Turn on your love light” pronto a sfociare in tanti medley come i Dead faranno poi ripetutamente dal vivo o ancora il filo di blues a cui è legata “Death don´t have no mercy”: la scaletta è tutta una crescita indicibile, al punto che anche i quasi otto minuti di “Feedback” diventano una conseguenza necessaria.
“Live dead” è un disco assolutamente unico, nonostante tutte le registrazioni live date alle stampe dagli stessi Grateful Dead a partire dagli anni ‘90.
Track List: