23/07/2007 | di Christian Verzeletti
Se nella discografia dei Govīt Mule compaiono cosė tanti dischi dal vivo, ci sarā un motivo. E questo sta indubbiamente nella capacitā della band di Warren Haynes di trovare nella dimensione live (pių che in studio) līambiente in cui scatenare tutte le proprie possibilitā.
Le notevoli capacitā tecniche, unite alla volontā di suonare a lungo anche improvvisando, fanno dei Govīt una macchina capace di produrre musica per tre ore e passa su qualunque tipo di palco, assai pių di quanto riesca a molte cosiddette jam-band e rock-band di oggi. Č su questa attitudine che il gruppo č cresciuto, superando anche momenti tragici come la scomparsa del bassista Allen Woody, al punto che la corposa sostanza live č diventata ormai il vero marchio di fabbrica del progetto.
Questa versione rimasterizzata di "Live at The Roseland Ballroom", giunta a poco pių di dieci anni di distanza, ha quindi un senso nel mare di ristampe attuale proprio perchč permette di cogliere un suono in evoluzione su sč stesso e sul modello dei gruppi rock-blues anni ī60/ī70 (Allman Brothers Band, Grateful Dead, Steppenwolf).
Il concerto, registrato nel New Yearīs Eve 1995-96 in quel di New York, vede Warren Haynes e Matt Abbts ancora in compagnia del compianto amico bassista. Nonostante non si tratti del live definitivo e necessario dei Mule (per quello bisogna rivolgersi ancora al "Live with a little help from our friends", meglio se in versione quadrupla), il disco rappresenta comunque una prova di valore e degna di interesse.
Giusto per spiegare līatmosfera sul palco, riportiamo le note del trio allīinterno del booklet: "No overdubs, no editing, no apologies. Warren would like to take responsibility for being out of tune during Painted Silver Light. Matt would like to take responsibility for the confusion at the end of Dont Step On The Grass. Everything else is Woodyīs Fault !". Queste parole mettono in evidenza la sinergia e la libertā con cui i Govīt suonavano e suonano: pezzi lunghi e improvvisati fino a diventare dei trip consistenti, mai fini a sč stessi e sempre pronti a mettere a rischio la prestazione puramente tecnica pur di cogliere līanima della canzone.
Ovviamente il suono della band non ha la stessa taglia XXL di oggi (oltre allīingresso in formazione di un nuovo bassista e delle keyboards, gli arrangiamenti si sono ampliati verso līhard e anche verso il reggae e persino la voce di Haynes si č fatta pių possente), ma la stazza č comunque notevole e basterebbe andarsi a riascoltare līiniziale "Trane" e la conclusiva "Mule", due pezzi da novanta che toccano gli otto-nove minuti andando ben oltre il southern. A questo aggiungete i quindici minuti di una "Voodoo Chile" con Jack Cassady al basso e Chuck Leavell allīorgano ed č presto detto quanto valga questa ristampa.
Tra le tante cose di cui sono ricchi i pezzi, bisogna almeno citare uno stralcio di "Who do you love?", buono per capire quanto i Govīt puntino a creare e cavalcare i picchi della propria forza e della propria dinamica.
"Live at The Roseland Ballroom" ha un suo motivo di esistere tra i tanti live e i tanti remaster che affollano il mercato. Non č cosa da poco, come č nella natura di una band del calibro dei Govīt Mule.
Track List: