Gomez - A new tide

Gomez

A new tide

2009 - Ato Records 2009

02/06/2009  |  di Massimo Sannella

Già da “How we operate” del 2006, gli oramai ex impenitenti “fanciulloni” di Liverpool, i Gomez di Ben Ottewell, avevano promesso di cambiare, di crescere, anche perché ormai affrancati a noia dall’influenza di Beck, le loro bizzarrìe – da un punto di vista tecnico sempre sorprendenti intendiamoci – volgevano ad un binario morto, e confondere ancor di più chi ascolta rock sarebbe stato letale in fatto di carriera. Da sempre considerati “band di scorta”, dall’esordio fulminante di “Bring it on” del 1997, man mano la loro caratteristica “trasversalità” di esplorazione del suono dei suoni - fagocitando Brit, rock, elettronica, e i suoni bianchi e neri – scemava incastrandoli in un quadretto poco edificante, un juke-box vivente senza identità. Il colpo di coda non si è fatto attendere: “New tide” è il disco che recupera l’origine, che taglia i ponti col passato, e anche se potrebbe avere il suono di almeno metà della vostra collezione di dischi, si innalza ben sopra il range del “super prodotto” delle uscite discografiche last minute. Con questa “nuova onda”, si riparte dal principio della loro avventura, si fa il bagno nella freschezza della meglio gioventù andata, quella delle abluzioni totali del folk-rock e del beat elettro-cromatico, innocente e giustiziero del fragore; le papille gustative si satollano di chitarre acustiche, dolcinerie orecchiabili, tempi di solvenze psichedeliche e songwriting da rispetto. Prodotto da Brian Deck, già alla corte dei Modest Mouse, il disco cantato a tre voci (Ben Ottewell, Ian Ball e Tom Gray), che vede l’anima Beatlesiana di Ottewell e Gray all’unisono con quella di Ball decisamente più votata nelle versatilità roche Vedderiane, rilancia al top questa band, ne risalta una protesa elasticità che in poco più di 3 quarti d’ora al massimo “sgancia” brillantini come “Win park slope”, “ Mix”, “Little pieces” o “Bone tired”, mentre “Airstream driver” è gia un cult nei palinsesti radio. Dunque a dieci anni dalla loro nascita, i Gomez si rifanno daccapo, e nel giro di appena undici tracce, si sono rifatti le ossa e il vero spirito ritornando, con grande stupore da parte nostra, ad essere di nuovo all’inizio, quella “nuova promessa d’un tempo” del miglior rock pop che verrà. Gentili signori del New Brit pop-rock, cari Jet, Stereophonics, Keane e giù di lì, siete avvisati, i Gomez son tornati.


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Track List:

  • Mix
  • Little pieces
  • If I ask you nicely
  • Lost track
  • Win park slope
  • Bone tired
  • Airstream driver
  • Natural reaction
  • Very strange
  • Other plans
  • Sunset gates

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