L’uscita di questo Ep a seguito dell’ottimo “Another fine day” ci aveva fatto pensare che i Golden Smog avessero finalmente trovato una quadratura che permettesse loro di pubblicare con regolarità.
“Blood on the slacks” invece arriva a scompigliare nuovamente le carte: stavolta non è della partita Jeff Tweedy (quella della line-up è una questione sempre aperta per i Golden Smog) e soprattutto la scaletta è una raccolta di sfizi più che un lavoro organico come era stata la precedente prova in studio.
Certo, siamo di fronte ad un Ep, che come tale non può avere la struttura e lo sviluppo di un album, eppure questi otto pezzi suonano troppo come delle esecuzioni per fans.
Prendiamo le cover, non certo necessarie, a partire da una “Starman” di David Bowie, gradevole sì ma anche prevedibile, e poi “Tarpit” dei Dinosaur Jr in versione acustica con percussioni e armonica, anche lei assolutamente prescindibile (l’originale su “You’re living all over me” aveva ben altro senso).
Ci sono poi uno strumentale dall’aria latina, quasi una bossanova, buono a dimostrare ancora una volta la versatilità del gruppo, e una manciata di pezzi assolutamente ben fatti che non hanno però il peso e lo spessore (anche sperimentale) di quelli inclusi in “Another fine day”.
Si tratta di esercizi di ottima qualità, come il pop-rock di “Can´t even tie your own shoes” e la ballata West Coast di “Scotch on ice”, che non vanno però oltre un piacevole ascolto. Qualcosa di più ottengono “Look at you now” con una sezione fiati a soffiare r&b e “Insecure”, con un ritmo atipico teso verso il grunge (o verso i migliori Soul Asylum, fate voi) purtroppo troppo breve per dare soddisfazione.
Avremmo voluto dire che “Blood on the Slacks” è un Ep all’altezza di “Another fine day”, magari necessario a completare quell’album e ad anticiparne un seguito, ma non è così.
E, diciamolo, si sente la mancanza di Jeff Tweedy con cui probabilmente queste canzoni sarebbero state un’altra cosa. E forse non sarebbero mai nemmeno uscite.
Track List: