Bisogna vederli dal vivo i Gogol Bordello: solo sul palco, quando sono liberi di sprigionare tutta la loro esuberante energia, si riesce a capire perché abbiano sempre bisogno di suonare tanto sopra le righe, tanto alticci, tanto super, come titola questo loro ultimo disco.
A sentirli in studio sono una band scoppiettante, festaiola, che spinge a mille sull’ennesima patchanka fatta di punk, folk, rock, reggae e musica tzigano-balcanica, qualcosa che sembra fatto apposta per sfruttare la globalità di un mondo che fagocita tutto senza distinzione. Quello che si perde su disco è la generosità di una band, pronta a darsi fino allo sfinimento ed oltre, senza calcolo alcuno, che non sia una contagiosa voglia di suonare e di divertire.
In questo “Super taranta” è un disco riuscito a metà: si muove bene sull’onda del precedente “Gipsy Punks Underdog World Strike”, ma non riesce a dimostrare quel valore aggiunto che i Gogol Bordello hanno e che forse solo un disco live potrebbe contenere.
Eugene Hutz e compagni ce la mettono tutta per creare un clima il più possibile su di giri: si fanno mordere da una tarantella scatenata fino al pogo e variano la scaletta con echi dub e rigurgiti hard-rock, ma non c’è nulla da fare ed hanno il loro bel dire i “critici” a tirare in ballo i Clash, i Pogues, i Mano Negra e Bregovic, che in studio hanno prodotto ben altri risultati.
I Gogol Bordello sono una band da vedere dal vivo, meglio se con un po’ di birra in corpo.
Track List: