05/04/2011 | di Annalisa Pruiti Ciarello
Giulia Millanta si fa in quattro. La giovane cantautrice toscana scrive i testi e le musiche, si occupa degli arrangiamenti e della produzione del suo secondo album Dropping down in uscita il 16 marzo 2011, per Ugly Cat Music.
A 2 anni di distanza dall’album d’esordio Giulia & the Dyzziness, la rocker fiorentina torna in sala, e dà alla luce 12 splendide tracce. Dedica anima e corpo a questo disco, interpreta i brani in lingua inglese, conferendo all’album un’impronta internazionale. Album a metà strada tra rock e folk, lontano da barocchismi musicali. Giulia si spoglia degli orpelli, imbraccia la sua chitarra e collabora con noti artisti, il chitarrista statunitense Ed Gerhard, il bassista Michael Manring,il sassofonista Stefano "Cocco" Cantini, il percussionista Ettore Bonafè e il tastierista Matteo Addabbo.
Dodici tracce che profumano di quotidianità, dodici brani intimisti che raccontano la vita, cogliendo in essa il particolare, dodici viaggi sospesi tra realtà e immaginazione. L’intero album è imperniato sul contrasto tra razionalità e follia; viaggio nei meandri della mente umana, alla ricerca della propria dimora interiore è Hotel. Di stampo simile la track 5 A long dark road, sul senso della vita: se indossassimo un sorriso tutto sembrerebbe più facile.
Sorriso che ritorna in The old man, un anziano che sorride tra i ritmi festosi di una festa in piazza.
D’attualità il primo brano dell’album, sonorità reggae per Right between the eyes, sull’incoerenza e la negligenza della classe dirigente. Giulia corre nel tunnel della sua mente, alla ricerca di se stessa, lontano dalla banalità, come in un elogio alla diversità e alla follia, in The tunnel of my brain. Contenuta nel disco è inoltre anche la cover d’un brano che ha segnato la sua infanzia, e forse l’ha indirizzata verso il rock, un pezzo che da bambina la faceva ballare, riarrangiata in un modo tutto suo Paranoid dei Black Sabbath. In Madame, sembra d'udire influssi dei Cramberries. In assoluta antitesi Dropping down, dedica al padre, e Floating. La domanda sorge spontanea “cadere giù o fluttuare in assenza di gravità?”
I suoni sono simili in tutte le tracce, puliti e limpidi, ovviamente nei limiti che il rock si pone. Con sentori che spaziano tra il country e il jazz. I testi sono chiari e diretti. La particolare voce della ribelle cantante toscana, che ricorda quella di Alanis Morrisette, si sposa con i suoni prodotti dai molteplici strumenti. Piacevole sin dal primo ascolto, l'album appare come qualcosa di già sentito, ma intriga comunque.
Dropping down va bevuto tutto d’un sorso, per coglierne l’essenza ed apprezzarne i contenuti.
Track List: