Giovanni Allevi - No concept

Giovanni Allevi

No concept

2005 - Ed. Bollettino / BMG Ricordi

18/01/2006  |  di Christian Verzeletti

Giovanni Allevi non è un esordiente, anche se sono in molti, noi compresi, ad averlo scoperto con l’uscita di questo “No concept”, che è poi il suo terzo cd.
In parecchi lo avevano notato in occasione dei concerti aperti per Jovanotti o ne avranno sentito parlare per il clamoroso successo ottenuto all’estero, che oltre ad illustri riconoscimenti lo ha portato anche al Blue Note di New York.
Ci preme parlare di questo disco, nonostante il ritardo sui tempi di pubblicazione, perché si tratta di un album di musica libera, come non se ne sentono poi tanti. Già il titolo, “No concept”, è un azzardo per una raccolta di pezzi per pianoforte, che di solito puntano ad un unico tema o ad un’unica atmosfera, se non ad un solo genere.
Allevi non è un pianista classico e nemmeno jazz, o meglio non lo è in senso stretto, al punto che le sue composizioni ruotano volentieri verso forme pop. Nonostante questa leggerezza suona però maturo e profondo come un classico: l’impressione è che abbia colto un suo suono basandosi tanto sugli studi della cosiddetta musica colta quanto su un approccio da autodidatta.
“No concept” rinverdisce la tradizione dei grandi pianisti italiani, che già negli ultimi anni ha trovato “nuovi” adepti con Stefano Bollani e Ludovico Einaudi: rispetto a questi due artisti, Allevi è sicuramente meno jazz e meno classico, forse più vicino ad Einaudi pur non avendone la natura romantico contempaltiva.
È un musicista gioioso che segue il flusso delle sue intuizioni come ben dimostra lo scorrere armonico dell’iniziale “Go with the flow”. Tutto il disco segue la corrente di questa tensione vivace liberandola o controllandola a seconda dei brani: nei pezzi più allegri come in quelli più lenti, la qualità e la carratteristica di Allevi stanno nel sapere quando e come lasciare andare le mani. In questo è aiutato dal suono di un Bösendorfer Imperial e da un livello di registrazione che esalta la privacy dello strumento.
I pezzi sono prevalentemente brevi, orientati verso i due minuti di durata, quasi che fossero delle canzoni interiori: brillano infatti di immediatezza “Ciprea”, “Come sei veramente”, scelta anche dalla BMW per uno spot, “Ti scrivo” che trova spunto nel suo essere sentimentale, e “Regina dei cristalli”, che sembra un gioco di saltelli.
Anche quando la musica si tende e si fa più complessa Allevi dimostra personalità, come succede in “Ossessione”: allo stesso modo riesce a toccare l’ascoltatore nei pezzi più lunghi come “Notte ad Harlem”, che potrebbe essere una ballata soul, e “Breath”, che ha il respiro di una meditazione spirituale.
“No concept” è disco che brilla di una luce viva, giovane, eppure anche estremamente cosciente e saggia, come le parole che si trovano nel booklet: “Stiamo tornando nel Rinascimento italiano, dove l’artista deve essere un po’ filosofo, un po’ inventore, un po’ folle, deve uscire dalla torre d’avorio e avvicinarsi al sentire comune”.


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Track List:

  • Go with the flow|
  • Ciprea|
  • Come sei veramente|
  • Prendimi|
  • Ti scrivo|
  • Regina dei cristalli|
  • Ossessione|
  • Sospeso nel tempo|
  • Le tue mani|
  • Qui danza|
  • Notte ad Harlem|
  • Pensieri nascosti|
  • Breath (a meditation)

Giovanni Allevi



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