Giorgio Conte - The best of / live al sovrano festival/alberobello 2004

Giorgio Conte

The best of / live al sovrano festival/alberobello 2004

2005 - Storie di Note

28/12/2005  |  di Christian Verzeletti

Tra i tanti, troppi cd che possono venire buoni per il periodo natalizio di fine anno, ce ne sono in giro alcuni, anche italiani, che vanno ancora consigliati.
Questo disco dal vivo č sė un “best of”, cioč un album antologico che ripropone i pezzi migliori dell’autore, ma č soprattutto un concerto con un suo senso e una sua particolaritā. Registrato il 17 agosto del 2004 ad Alberobello (Ba), durante il Sovrano Festival 2004, cattura un Giorgio Conte in forma, accompagnato da una signora band che vede Alberto Malnati al contrabbasso, Matteo “Peo” Mazza alla batteria e percussioni e Guglielmo Pagnozzi al sax e clarinetto.
La scaletta propone il meglio degli ultimi dischi pių qualche brano storico, ma soprattutto mette in risalto un cantautore di quelli buoni: all’antica sė, ma vivace e arguto. Conte coinvolge e intrattiene il pubblico con un misto di cabaret e canzone d’autore, offrendo una serata gustosa e divertente: il suo č uno stile elegante e (auto)ironico, ricercato e divertente, leggero quanto basta.
Si comincia al contrario, cioč con il crescendo strumentale di “Sultan” che fa da presentazione alla band preannunciando subito il suono corposo della serata: “Habitude” č una poesia musicata da Conte che offre un richiamo alla canzone francese, “Cannelloni” ha quel gusto swingato che piacerebbe a Woddy Allen, “L´angiulillo” un’ombra fosca che fa venire in mente De Andrč e “Una giornata al mare” un’aria italiana lieve e distinta che č un po’ il marchio di fabbrica della famiglia Conte (con le dovute distinzioni tra Giorgio e Paolo).
La parte migliore del set sta nel corpo centrale, dedicato alle cosidette “canzoni dell’abbandono”, “Te lo farei notare”, “Aria, terra e mare” e “Gnč gnč”, in cui si sente tutto il mestiere di Conte. In pezzi come “Rock´n’oll & cha cha cha” si percepisce come il concerto sia uno spasso, in cui Conte č libero di sfiorare passaggi anche surreali dando sempre l’impressione di giocare coi suoi pezzi, come succede con “A innamorarsi” e “Balla con me” fischiettate a dovere.
“La mongolfiera”, “De profundis” e “Non sono Maddalena” costituiscono un finale in cui le canzoni diventano sempre pių lunghe e suonate, con i musicisti e il pubblico eccitati quanto basta, quasi fossero trascinati per le strade di un piccolo paese del Sud in preda ad una festa notturna.
Giorgio Conte sarā anche un cantautore della vecchia guardia, ma un suo concerto č pių vivo e pungente di quelli di molti suoi giovani colleghi. All’estero se ne sono accorti e faremmo meglio a farlo anche noi italiani invece di lasciarci continuamente abbagliare da quanto promosso da radio e scaffali dei centri commerciali.


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Track List:

  • Sultan|
  • Habitude|
  • Cannelloni|
  • Te lo farei notare|
  • Aria, terra e mare|
  • Gnč gnč|
  • L´angiulillo|
  • Una giornata al mare|
  • J.M.|
  • L´erba di San Pietro|
  • Rock´n’oll & cha cha cha|
  • A innamorarsi|
  • Balla con me|
  • Il veglione del ´99|
  • La mongolfiera|
  • De profundis|
  • Non sono Maddalena

Giorgio Conte



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