L'ultimo disco di Giorgio Conte, che si avvale della collaborazione di Walter Porro, C.Q.F.P., è adatto per questo periodo freddo, con la neve fuori anche in città, il freddo che entra nelle ossa e un desiderio impellente di cercare il caldo di un fuoco dolce, al riparo sotto a una coperta, con il cielo che cade da dietro ai vetri. E, come in tutti i lavori di Giorgio Conte, più ancorato alla terra rispetto a suo fratello Paolo, si respira un'atmosfera vitale, festosa, dove il ricordo è protagonista, si impone sulla narrazione, un po' come accade nelle chanson francesi. C'è, inoltre, Asti, le sue colline, un ventaglio di emozioni, odori, sapori e la semplicità di una vita normale, dove si apprezzano le piccole grandi cose offerte dalla terra dove si è nati.
Basta leggere i titoli delle canzoni per capire cosa vuole dirci Giorgio Conte: ad esempio Di vaniglia e di fior fischietta la spensieratezza di una giornata vanigliata, profumata, da vivere sulla pelle senza pretese; Al museo d'Orsay racconta di una donna talmente presa dalle pitture del museo che vorrebbe immergersi in quei colori attaccando le sue labbra alla tela, “rischiando il rossetto nell'estasi sublime” oppure l'atmosfera malandrina, cartolina d'antan, de Gli innamorati e la marina. Come Quando Fuori Piove è l'album da ascoltare quando in TV tempesta Sanremo, basta chiudersi nella propria stanza e abbandonarsi.
Un album quasi impressionista, gravido di colori e umori, elegia del quotidiano, dove i cuori, nell'acronimo che ricorda l'ordine d'importanza dei semi nelle carte da gioco, arrivano per prima e le picche per ultimo. Dodici canzoni di Giorgio Conte e una del fratello Paolo dal titolo Monticone, scritta nel 1977 per un artista semisconosciuto, Gipo Farassino. Un brano che ben si sposa con le atmosfere di questo lavoro, la giusta chiosa.
Track List: