Giorgio Canali - Giorgiocanali&rossofuoco

Giorgio Canali

Giorgiocanali&rossofuoco

2004 - La Tempesta/Venus

31/07/2004  |  di Andrea Salvi

Giorgio Canali, lo sappiamo bene, è uno di quei personaggi che quando salgono sul palco sanno il fatto loro, imbracciano la chitarra e sputano nel microfono tutto sé stessi. La stessa cosa quando, in studio di registrazione, si lavora per fissare le direzioni di brani che andranno a comporre il nuovo album al fianco della band di sempre, alla quale questa volta viene reso un sentito omaggio fin dal titolo.
Terzo capitolo di una discografia che sta a dimostrare in misura organica la linea seguita da Canali, “gc&rf” non smentisce lo stile diretto e fieramente incazzato dei suoi predecessori, rimarcando alcune tra le tematiche che gli stanno più a cuore fin dal brano d’apertura “Precipito”, che ben riassume il senso di questo lavoro. Proprio come si riporta tra le note del cd è consigliabile lasciarsi precipitare nell’ascolto senza troppo riflettere, che basta guardarsi intorno per rendersi conto di essere in buona compagnia.
Come sempre l’obiettivo delle canzoni di Canali è l’ipocrisia imperante e tutti i suoi seguaci, contro cui i testi si scagliano senza risparmiare nessuno, scritti (e cantati) con il gradito piglio surreale di sempre che in più di un’occasione colpisce felicemente nel segno, si prenda ad esempio “Fuoco amico” nel quale si parla direttamente di guerra con una freddezza senz’altro salutare.
Sul versante prettamente musicale non mancano spunti assolutamente felici, come in “Guantanamo”, dove il gioco con lo standard “Gantanamera” riarrangiato nel ritornello in una sbilenca e felicissima chiave rock rende senza dubbio questo brano il più originale e riuscito dell’album. Il suono tagliente caro al chitarrista è una presenza costante che emerge in tutta la sua devianza in “Fumo di Londra” e “I mostri sotto il letto”, tipici esempi di brani che non deluderanno chi ha già conosciuto i precedenti album, o come “Savonarola” e “Rime con niente”, altre tracce che suonano decisamente bene con una voce in primo piano sopra un tappeto ritmico di pura adrenalina.
Giorgio Canali prosegue con rettitudine sulla via coerente tracciata fin qui proponendoci album nei quali par condensare sempre più l’esperienza derivante dalle innumerevoli collaborazioni che lo hanno portato fianco a fianco a Noir Desir, Marlene Kuntz, Virginiana Miller, Verdena, Ulan Bator, Tre Allegri Ragazzi Morti e tanti altri. Ci piace pensare che se non ci fosse l’esigenza di fissare nel tempo i frutti di questo scambio reciproco di esperienze questi lavori solisti di Canali sarebbero stati tutti un poco più noiosi, o peggio non avrebbero mai visto la luce.


Discografia:

Che fine ha fatto Lazlotòz? (1998)|Rossofuoco (2002)|giorgiocanali&rossofuoco (2004)


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