Gina Fabiani e Daniele Bazzani , i Kozmic Blues delle notti capitoline, incontrano il contrabbassista Lorenzo Feliciati ( fondatore dei Tiromancino), e danno respiro al progetto “Gina” , un clubbing trio avviato a divenire punto di convergenza tra la fascinazione di una voce vezzosa e sensuale e le atmosfere contagiose del fumè notturno setoso.
Il segreto di questo avvolgente charme è “Segreto”, album interessante e sofisticato, femminile, con la nostra Gina che canta con un feeling blues dolente che ben si attaglia ad una delicatezza cantautorale che frequenta il jazz, l’ondulatorio latin, e l’introspezione artistica della Vanoni, Mia Martini, Tenco, Paoli, Bindi, per citarne alcuni. Storie di donna, di donne, voli, pensieri, appunti e conclusioni che si inabissano e risalgono in superficie nel senso rotatorio dei sentimenti, E tutto questo in undici tracce che avvolgono di una energia soft, calda e nebbiosa, che sciorinano in sequenza morbida amarezze e riflessioni in sella ad una interpretazione d’insieme di lignaggio.
“Segreto” ci confida e si apre dal di dentro, ci alita davanti tutto il suo mondo interiore agrodolce senza maschere, che non manda giù il rospo, ma lo condivide in “ un tutto e maledettamente subito”, lasciandosi andare in una grande poesia dell’amore. Vincitore del Premio Ciampi come Miglior Album d’Esordio, il disco è un vero scrigno d’arte musicale, arrangiato da una chitarra e un contrabbasso strepitosi, sempre attenti a smussare, rimarcare e tratteggiare il voli timbrici di Gina, le volute della sua anima.
Rivivono tra le parole e i tocchi strumentali raffinatissimi, le sacralità melodiche del nostro grande patrimonio musicale popolare; La Vanoni riflessiva (Segreto – con uno swing sliddato e un contrappunto di basso da palma res -, Parigi, Raggiungimi), la schiettezza terragnola di Gabriella Ferri (Le mie parole, Isola), la mediterraneità della Sastri (Le onde), la spezzata passionalità viscerale qui in una canzone omaggio a Tenco (Guardarti ridere), il sofismo jazz alla Casale (Libera, Una piccola canzone d’amore) per arrivare alla indimenticabile grinta pop-rock di Mia Martini (Questa strada).
Una prova discografica molto buona, un disco più che maturo, talmente distante dalle produzioni “nuove” da configurarsi sin da subito tra i grandi episodi della nostra ricontemporaneizzata cultura melodica cantautorale; languido e profondo, questo “Segreto” ci porta la brezza giusta per trascinaci nel profondo del suo blue-fumè caratteriale, dove non ci possiamo redimere dall’esclamare che è “dolce il naufragar in questo mare”.