Gin Blossoms - Major lodge victory

Gin Blossoms

Major lodge victory

2006 - Hybrid Recordings

07/03/2007  |  di Christian Verzeletti

Ci si può emozionare e commuovere di fronte alle reunion, le si può prendere con le molle oppure reclamare con esigenza lo splendore del passato, ma è innegabile che implicano sempre uno sguardo nostalgico o almeno un confronto col passato.
Quella dei Gin Blossoms era nell’aria da tempo, visto che la band erà già tornata a suonare dal vivo da qualche anno e aveva nel frattempo ripreso a pubblicare tra raccolte e ristampe. Tastato il terreno, Jesse Valenzuela e soci sono entrati in studio e verso la fine dell’anno scorso hanno realizzato questo “Major Lodge Victory”.
Il titolo non è affatto ironico, perché – ricordiamolo – i Gin Blossoms sono sì partiti come una delle tante band indipendenti americane, ma sono arrivati a firmare per la A&M e a vendere milioni di copie con “New miserable experience” e “Congratulations I’m sorry”.
Alti e bassi hanno sempre caratterizzato il percorso del gruppo: da una parte il successo repentino e dall’altra tragiche perdite e cambi di formazione.
Di contrapposizioni, o meglio di contraddizioni, è fatto anche questo disco: si può dire che i Gin Blossoms suonano coerenti, ma bisogna anche constatare che le canzoni non hanno più lo scatto bruciante di un tempo. Si può dire che “Major Lodge Victory” è un piacevole album di pop-rock, ma bisogna anche far notare come ripieghi su un mainstream sin troppo FM.
La formula è sempre quella di un pop-rock arioso che torna a mettere in corsa sulla proverbiale freeway i Byrds, Tom Petty e compagnia. Stavolta però, invece di abbassare il finestrino e scattare via, i Gin Blossoms hanno montato un climatizzatore che fa tanto auto di serie e rende confortevole il viaggio.
Con le chitarre lucidate e le armonizzazioni più smaltate del solito, il disco suona borghese e pretenzioso come un’autovettura tirata a nuovo e messa in vetrina.
Manca quel tiro che aveva sempre tenuto in piedi il suono della band; prevale il pop-rock e i jingle-jangle suonano vuoti, senza un minimo di asprezza. I pezzi sono gradevoli ma non c’è molto da ricordare: “Learning the hard way” si spalanca sulle vocals prima di lasciare impuntare la chitarra. Poi a partire da “Come on hard” le canzoni cominciano a flettersi limpide in modo evanenscente come in “Heart shaped locket” o innocuo nonostante il titolo in “The end of the world”.
Piaciona è “Super girl” e a dir poco banale “Let’s play two” che poteva essere un r&r più sbarazzino, se non scatenato. Sfiora il punk in modo gradevole “Fool for the thing” prima che “California sun” chiuda tutto con gli ennesimi riflessi pop.
Alla fine bisogna proprio essere dei nostalgici per considerare “Major Lodge Victory” una vittoria e per gioire del ritorno dei Gin Blossoms.


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Track List:

  • Learning The Hard Way|
  • Come On Hard|
  • Someday Soon|
  • Heart Shaped Locket|
  • The End Of The World|
  • Long Time Gone|
  • Super Girl|
  • Let´s Play Two|
  • Curious Thing|
  • Jet Black Sunrise|
  • Fool For The Thing|
  • California Sun

Mk Records http://www.protosound.net A Buzz Supreme Marte Live Pyxel.it