Gianluca Petrella - Coming Tomorrow - part one

Gianluca Petrella

Coming Tomorrow - part one

2010 - Spacebone

10/03/2010  |  di Vittorio Formenti

Che Gianluca Petrella sia una vera e propria risorsa per il jazz italiano, e non solo, può sfuggire solo ai distratti. Nato a Bari nel 1975 ha collezionato, nei suoi 35 anni di vita, una serie impressionante di collaborazioni col gotha del jazz internazionale (Carla Bley, Pat Mmetheny, Enrico Rava, Roswlell Rudd, Oregon, John Abercrombie, ..) ma soprattutto si è affermato come voce giovane, originale e modernissima. Questo lavoro è un’indelebile testimonianza di freschezza e di sensibilità musicale, di dinamismo e di rispetto per la continuità con i classici del passato; insomma, un’opera matura. La dedica a Sun Ra non deve fuorviare; i titoli editi dal grande compositore dell’Alabama sono quattro, tratti da momenti diversi della sua carriera: 'Space is the place' (1972) è riproposto in quattro minuti contro i 21 originali, molto più zappiano che psichedelico, più assertivo che cosmico; 'Saturn' è tratto dal grandissimo 'Jazz in Silhouette' (1958), capolavoro senza tempo e senza età che subisce qui una dilatazione che trasla il brano nel nostro decennio; 'Bassism' viene da ' The Futuristic Sound of Sun Ra' (1961) e viene esposto con più decisione fin dall’intro; 'We Travel the Spaceways' viene, per quel che ne sappiamo, dallo stupendo live all’Hackney (1990) ed é riproposto in modo per certi versi più razionale. Gi altri brani sono frutto della penna di Petrella o di altri collaboratori ad eccezione di 'The second star to the right' proveniente dalla produzione di Cahn e Fain, attivi nell’ambito della musica da film e non solo e qui resi con intelligente bizzarria. Il vero tributo a Sun Ra non sta tanto nella replica di suoi lavori quanto nel recupero dello spirito della Arkestra; senso orchestrale quasi alla Ellington, valutazione dei solisti ed attenzione ai passaggi con un leader che quasi si nasconde impegnato a dirigere più che ad eseguire. Petrella è inoltre immune da quelle stravaganze che in parte avevano indebolito l’ultima fase di Ra, elimina gran parte degli influssi psichedelici e li sostituisce con frasi jazz e ritmi anche rock che rendono il disco estremamente credibile. Infine l’energia profusa dai musicisti coinvolti, tutti sotto i trent’anni di età, conferisce una dinamica gioiosa a tutto vantaggio della godibilità oltre che della convinzione. Gran lavoro, che coniuga in maniera splendida l’ossimoro (o presunto tale) tra razionalità ed emozione.


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Track List:

  • Space Is the Place
  • Flexible (The Forest Version)
  • Saturn
  • Speaking: "Space Is the Place"
  • A Little Beat Waltz
  • Bassism
  • We Travel the Spaceways
  • Orbital Perc.
  • Three Undisciplined Satellites
  • The Second Star to the Right
  • Coming Tomorrow

Gianluca Petrella



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