20/12/2010 | di Alfonso Fanizza
Nostra vecchia e gradita conoscenza, il cantautore partenopeo Gerardo Balestrieri torna alla ribalta della scena musicale con la sua terza opera, 'Canzoni al crocicchio'. Così com’era avvenuto per i dischi precedenti ('I nasi buffi e la scrittura musicale' del 2007 e 'Un turco napoletano a Venezia' del 2009), anche per il terzo lavoro vengono proposte una manciata d'intriganti canzoni, una raccolta di pezzi vecchi e nuovi scritti di pugno dallo stesso cantautore. Artista poliedrico (musicista, autore e compositore), Balestrieri è un musicista eclettico e originale che non ha niente da invidiare, in fatto di bravura, a nessuno. Notevoli omaggi a quelle culture e a quei misteri che tanto l’hanno sedotto e accompagnato in questi anni in cui ha vissuto ai margini della canzone d’autore, le canzoni di Balestrieri piacciono per la loro varietà sonora. Ascoltare 'Canzoni al crocicchio' vuol dire perdersi nel tempo e nello spazio musicale attraverso un mix di suoni e ritmi che prendono forma da influenze diverse. Come già marcato nei dischi precedenti, i richiami a una certa impronta cantautoriale italiana (vedi alla voce Conte e Caposella) sono evidenti, ma dalla medesima riesce a distaccarsi, districandosi con eleganza e sfoderando la sua vena poliedrica, variando temi e registri a ogni brani. La capacità di Balestrieri consiste nel riuscire a proiettarti durante l’ascolto in dimensioni musicali parallele, passando da un genere a un altro con gran facilità, lasciandoti pregustare canzoni dai diversi sapori. Piacevole l’inizio spensierato con la ballata swing-jazzata, 'Rouen', predisponendo, così, il terreno al proseguo del disco, un’opera che, già dall’assaggio, si dimostra di pregevole fattura. Altre prove dell’esperienza cantautoriale di Balestrieri possiamo trovarle nelle impronte 'caposelliane' di canzoni come 'Casa' e la title-track o nei tratti di 'contentiana' memoria di 'Camera con vista', ma la sorpresa più evidente è rappresentata negli arpeggi latino-americani di 'Puju real'. Perla sintomatica del disco, il singolare brano 'Canzone ingiuriosa', una ballata incredibilmente alternata su ritmi di taranta con il country e lo swing.
Track List: