George Harrison - All things must pass

George Harrison

All things must pass

2001 - 1970, APPLE / 2001, CAPITOL

06/10/2001  |  di Christian Verzeletti

È di quest´anno la ristampa di "All things must pass" e, ironia del destino, proprio pochi mesi fa circolava la voce dell´aggravarsi delle condizioni di Gorge Harrison, da tempo affetto da un tumore. La notizia fu poi smentita, non si sa con quanto fondamento, ma rimane l´amarezza per un artista con cui la sorte, dopo aver molto concesso, sembra ora divertirsi a togliere poco alla volta, come se non fosse bastato il tentativo di omicidio subito nella propria villa recentemente. L´arte è però uno dei pochi motivi che perpetua l´esistenza umana e l´uscita di questa ristampa potrebbe anche essere interpretata come una risposta proprio a quella caducità citata nel titolo. "All things must pass" era uscito nel lontano novembre 1970, quando anche i Beatles se ne erano appena andati, e di quell´epoca conserva speranze e intuizioni. Prodotto dallo stesso Harrison con l´aiuto di Phil Spector, il doppio cd mette in risalto aspetti dell´artista troppo spesso nascosti sotto la maschera da chitarrista dei Beatles. A parte alcune inflessioni alla voce e alla chitarra che ricordano il marchio di fabbrica dei Fab Four, si scopre la voglia di Harrison di estendere gli esperimenti in studio verso quel wall of sound tipicamente spectoriano ("Wah wah", "What is life") e anche di raccogliersi in fragili ballate acustiche da ricordare ("Beware of darkness"). L´ispirazione di Harrison è immersa in un ambiente tipicamente sixties ben rappresentato nella copertina carica di metafore ecologiche. La presenza di Eric Clapton e una cover di Dylan ("If not for you") rimandano indietro nel tempo a quel senso di fratellanza che oggi i musicisti sembrano aver smarrito e che è poi parzialmente sopravvisuto nell´esperienza dei Travelling Wilburys. Il coro della mistica "My sweet lord" riprende una preghiera buddista facendo rivivere l´ariosa e ingenua utopia dei figli dei fiori. Ma non è la nostalgia il solo motivo che spinge all´ascolto di questo album: l´operazione si fa interessante soprattutto dal punto di vista storico perché abbozza un´arte rappresentativa di un´epoca e permette di intuirne le origini e gli sviluppi. Emerge chiaramente il contributo personale di Harrison allo sviluppo del pop non solo inglese e in questo processo è possibile anche una serie di ulteriori riconoscimenti del metodo Beatles. Gli album solisti di ognuno dei Fab Four non hanno mai sfiorato le vette artistiche raggiunte in gruppo, ma hanno sempre mostrato piccoli tasselli che rischiavano di rimanere nascosti all´ombra della Beatlemania. "All things must pass" ripropone un talento strumentale e compositivo capace di profondità diverse, più introverse e meno immediate di quanto fosse il binomio Lennon-McCartney. Non attendiamone il passaggio a miglior vita prima di tornare a goderne.

GEORGE HARRISON DISCOGRAFIA:

1968 WONDERWALL MUSIC (Original Soundtrack Album)
Apple

1969 ELECTRONIC SOUND
Apple

1970 ALL THINGS MUST PASS
Apple

1971 THE CONCERT FOR BANGLA DESH
Apple

1973 LIVING IN THE MATERIAL WORLD
Apple

1974 DARK HORSE
Apple

1975 EXTRA TEXTURE - READ ALL ABOUT IT
Apple

1976 THE BEST OF GEORGE HARRISON
Capitol

1976 THIRTY THREE & 1/3
Dark Horse

1979 GEORGE HARRISON
Dark Horse

1981 SOMEWHERE IN ENGLAND
Dark Horse

1982 GONE TROPPO
Dark Horse

1987 CLOUD NINE
Dark Horse

1988 TRAVELING WILBURYS VOL. 1
Wilbury

1989 BEST OF DARK HORSE 1976 - 1989
Dark Horse /Warner Bros.

1990 TRAVELING WILBURYS VOL. 3
Wilbury /Warner Bros.

1992 GEORGE HARRISON LIVE IN JAPAN
Warner Bros. /Dark Horse

2001 ALL THINGS MUST PASS
Capitol


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George Harrison