Geoff Farina - Reverse eclipse

Geoff Farina

Reverse eclipse

2001 - Southern records

09/10/2001  |  di Diego

Blues, talento e sentimento. Tre parole semplici per descrivere quest´album, non fosse che associare il nome di Geoff al blues mi risulta tutt’altro che semplice, anzi, può suonare piuttosto fuori luogo. Con i suoi Karate, che dal ’94 hanno tracciato un esemplare filo conduttore tra l’emo-core e l’indie-rock, è avvenuta la stessa metamorfosi verso un suono più riflessivo e diluito, verso una forma-canzone meno definita ma sicuramente più intima. E’ in questo senso che pure questo album si discosta leggermente dalla prima uscita da solista (‘Usonian dream sequence’ southern records-1998), alla stessa maniera che separa ‘Unsolved’ dei Karate dai precedenti. Non un fatto casuale, lo stesso Geoff lo ha fatto notare, poiché la gestazione dei due album è avvenuta parallelamente e le canzoni finite in questo sono quelle che per ‘volume’, densità ed interpretazione non necessitano di una band, ma solo di una voce ed una chitarra, al massimo due. Detto ciò, il talento di Geoff Farina non smetterà mai di affascinarmi. Si potrebbe peccare in superficialità nell´ascolto sostenendo che gli ultimi lavori hanno perso in carisma ed originalità, come qualcuno mi ha fatto notare. Lasciando da parte la mia mancata imparzialità sul personaggio, continuo fermamente a pensare che la maturazione artistica di Farina sia avvenuta in una direzione che molti non condividono, ma in maniera del tutto naturale. L´importante è anteporre a questi presunti patemi d’animo l’ascolto aperto ed incondizionato di questo ‘Reverse Eclipse’ dalle geometrie vellutate di colori tenui ma intensi, di sonorità leggere che non pagano dazio a frivolezze. Il Piccolo Mondo Farina si schiude alle prime note, senza introduzioni o fronzoli di sorta, voce e melodia immersi in un’intimità profonda e timorosa nell’essere violata, un filo sottile che s’intreccia come gli appassionati assoli blueseggianti figli di un talento puro e sempre meno contaminato. L’interpretazione vocale, al solito inconfondibile, bilancia le diverse tonalità e si sposa con testi che formano un mosaico, spesso indefinito, di sensazioni, visioni, situazioni dettate da un romanticismo alienato e distorto del quale Geoff diviene voce e anima. L’album intero scorre via veleggiando attraverso una sensazione di quiete artefatta disturbata, suo beneficio, dal sapore deliziosamente malinconico di brani come ‘fire’ o ‘the rights’, strascichi ‘usoniani’ dal precedente album. Senza clamori si alternano episodi posati e riflessivi ad altri dove la fedele Gibson del Nostro diviene incandescente e magnetica, regalandoci ricami squisitamente jazz in ‘gravity’ e ‘olive and otherwise’ passando per le armoniche dissonanze di ‘Dianne eraser’. Intanto l’atmosfera volge al tramonto, la timida melodia di ‘Fixable’ si diffonde nell’aria più che mai rarefatta prima di dissolversi lasciandoci, insieme al silenzio, un sapore d’incompiuto… una porta rimasta aperta dalla quale si può scorgere un seguito altrettanto interessante; futuro d´un talento sconosciuto ai più, che tale rimarrà senza che nessuno se n’abbia a male, tantomeno lui… personaggio schivo, tremendamente autentico.


Discografia:

Geoff Farina (Southern records):
Usonian dream sequence (1998)
Reverse eclipse (2001)

KARATE (Southern records):
Karate (1995)
In place of real insight (1997)
The bed is in the ocean (1999)
Unsolved (2000).


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Track List:

  • Special diamonds
  • |The left-handed way*
  • |Fire
  • |Hennigson or Hemingway
  • |Gravity
  • |Pordenone plaster
  • |Soon in tents*
  • |The rights
  • |Only yellows
  • |The Dianne eraser
  • |Olive and otherwise
  • |One percent*
  • |Fixable

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