Vista passare da poco con un disco (Light Out Zoltar - 2009) che faceva gli onori di casa sulla scena alternativa britannica. Gemma Ray a distanza di un anno scarso sembra avere raccolto consensi per riproporre evidentemente lo stesso film. Seguace di personaggi come Pj Harvey, Johnny Cash, ed emulatrice di quello stile portato in voga nelle trame 'tarantiniane' da Nancy Sinatra ("My Baby Shot Me Down"), la nostra cerca di scavare più a fondo con un disco più intimo e solitario. E' ancora un blues oscuro e psichedelico a caratterizzare il suo stile misterioso, chitarre distorte, accordature aperte, intervvallate da una voce in preda all'effetto eco: sono i sogni americani ad attraversare la mente della nostra affascinante Gemma, ma la sua poetica, i suoi testi e il suo stile ordinato, esprimono i concetti chiavi del sua canzone sono tremendamente europei. Blues e folk stradaiolo si intersecano continuamente nelle 16 cover di questo disco, a volte lasciati misteriosi e solitari dietro la voce della Ray, profonda e sobria nei solitari di 'Swamp Snake', lenta in 'Touch Me I'm Sick' dei Modhoney, accompagnata da una melodia più morbida e pop di 'Ghost On The Highway', mentre il suo inglesismo si trasforma in uno stile alcolico e angoscioso in 'Rosemary's Baby vs Drunken Butterfly', forse uno dei brani che rappresentano al meglio lattitudine stilistica di Gemma Ray. It's a Shame About è un disco carino e i talenti di Gemma Ray non sono messi in discussione da questo manipolo di cover trasversali: la sua voce cade quasi perfetta, il suo stile affascinante ci prende per la gola, ma non possiamo dire che il carattere dell'artista sia emerso in maniera definito con questa terzo disco, addirittura fin tropo logorroico.
Track List: