Father Murphy - …and he told us to turn to the sun

Father Murphy

…and he told us to turn to the sun

2008 - Boring Machines

09/02/2009  |  di Alfonso Fanizza

Che siano una delle band made in Italy più stravaganti che la nostra penisola possa vantare è cosa alquanto risaputa. Che possedessero una genialità congenita lo avevamo supposto con i lavori precedenti, ma è con “...and he told us to turn to the sun” che il combo veneto guidato dal Reverendo Freddie Murphy, all’anagrafe Federico Zanatta, dimostra apertamente la propria creatività.
Dopo aver intrapreso un discorso musicale che partendo dalle atmosfere pop - psichedeliche degli esordi e passando per il “folk ortodosso contaminato” di “Six musicians getting unknown”, il Reverendo Murphy ed i suoi accoliti (Chiara Lee e Vittorio Demarin) giungono ad una svolta notevole del loro orientamento musicale, indirizzando la propria attenzione verso ambientazioni post-rock oscure ed angosciose dai tratti decisamente dark e compiendo così un decisivo passo verso l’oscurità più profonda.
Registrato nella chiesa di San Crisostomo a Bombanella (MO), “…and he told us to turn to the sun” è un disco che trasuda una religiosità intrinseca in nove schegge compositive. È un album sui misteri e sui lati oscuri della fede, nel quale i Father Murphy ricreano passo dopo passo atmosfere inquiete e gotiche in grado di mescolare tra loro il sacro ed il profano.
La nuova direzione del trio veneto si percepisce sin dalla sua prima omelia, “We were colonosts”, dove con tono straziante il Reverendo Murphy si cimenta in un’inconsueta “messa” con accompagnamento sonoro cupo e ossessivo, che si ripercuoterà nei passi successivi.
Un cerimoniale pagano che prosegue tra i cori marziali d’ambientazioni più psichedelica di “Go sinister” e tra le ambientazioni macabre di “Hide yourself in the woods”, brano molto caratterizzato da minimali arpeggi di chitarra, da percussioni secche e da un cantato che sembra provenire dall’oltretomba.
Un rituale reiterato anche in “Sp now you have to choose between my two (black) lungs”, dove lo scenario si distende tra una coralità ipnotica e ripetitiva, mentre in “Never forget you have a choice” è un organo “giocattolo” che delinea la trama musicale supportando la voce angelica (con timbro lo-fi) di Chiara Lee.
Con “At that time i guess we misunderstood” i Father Murphy sviscerano la loro creatività: un coro liturgico infantile lacerato da sterili sferzate noise prima, interrotto dalle grida strazianti del Reverendo poi e concludendo con un ritornello ripetitivo ed angosciante tra le due voci.
Prima di congedarsi e darci il loro benestare, i Father Murphy si esibiscono nell’ultima “predica”, “In their graves”, piece musicale dilata verso i sette minuti dal carattere psichedelico e dall’impostazione vocale lo-fi.
Alla fine ne viene fuori un disco minimale nella sua forma espressiva, inquieto e oscuro nella sua musicalità, ma in fin dei conti un disco nel suo genere stupendo.


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Track List:

  • WE WERE COLONISTS|
  • I SOB NO MORE RAGE|
  • GO SINISTER|
  • I RAN OUT OF FUEL AND A VIPER|
  • SP NOW YOU HAVE TO CHOOSE BETWEEN MY TWO (BLACK) LUNGS|
  • NEVER FORGET YOU HAVE A CHOICE|
  • HIDE YOURSELF IN THE WOODS|
  • AT THAT TIME I GUESS WE MISUNDERSTOOD|
  • IN THEIR GRAVES

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