10/06/2011 | di ENZA FERRARA
Dopo un’autoproduzione e un premio PIVI, nel 2008, come miglior videoclip per Song for cid, gli eSMEN (Fabrizio Gelli, voce, chitarra acustica; Danilo Palladini tastiere, cori; Gino Scalise batteria; Paolo Fois chitarra elettrica, cori; Marco Chiappalone basso), tornano sulle scene con un nuovo lavoro intitolato Tutto è bene quel che finisce, uscito il 13 maggio per l’etichetta discografica Greenfog Records.
Tutto è bene quel che finisce è un lavoro che spazia dal cantautorato alla musica elettronica ed è, forse, questo che rende l’album interessante e poco scontato. Il titolo esprime pessimismo allo stato puro che si imbatte in un sound ricercato, fatto di testi importanti e sonorità indie-pop, che esprimono pienezza che non risulta poi così negativa. Il pezzo d’apertura, Settembre e campomoro, è reso intimo e suggestivo dalle digressioni melodiche, come una canzone dei Radiohead. Tutto però cambia aspetto e forma in 2011 e anche in Justice (che con i Radiohead hanno poco a che vedere!): tonalità pop, testi concreti e immediatezza stilistica. La sorpresa è Lou, elettroacustica e fresca quanto basta, pronta ad accogliere l’estate. E poi è il momento del violoncello elettrificato di Non sento niente, che sembra un pezzo sperimentale, fino ad arrivare alla fine con Di mattina, che chiude l’album ed è un pezzo acustico e sognante, a metà strada tra ciò che è razionale e ciò che razionale non è.
Così gli stati d’animo, la poesia e diversi stili musicali si accostano per dar vita a Tutto è bene quel che finisce e gli Esmen hanno dato prova di grande capacità musicale e comunicativa (oltre a dimostrare che ce la fanno anche con la lingua italiana!). Forse è presto per gli elogi ma è corretto fare un in bocca al lupo agli eSMEN (che vanno tenuti d’occhio!). Consigliato!
Track List: