The third man<small></small>
− Jazz, Italiana

Enrico Rava

The third man

2007 - ECM
18/12/2007 - di
È come se suonassero insieme da una vita Enrico Rava e Stefano Bollani: lo hanno fatto spesso dal vivo, in formazioni e progetti diversi, ed anche in studio, l’ultima volta per lo splendido “Tati” in trio con Paul Motian. Lo hanno rifatto per questo “The third man”, registrato nell’Auditorio Radio Svizzera di Lugano: è bastato che si ritrovassero da soli con in mente qualche pezzo e che lasciassero fare il resto ai loro strumenti, liberi di cercarsi e di rispondersi sul soffio di un’improvvisazione che è più che altro sintonia.
“The third man” è un disco intimo, per tromba e piano, ma nasconde dell’altro, come suggerisce il titolo che non è solo una citazione cinematografica: il terzo uomo è un’identità non precisata, quella di cui si intravedono i piedi nell’immagine di copertina. Forse Manfred Eicher, boss della ECM e produttore del disco, forse un tecnico del suono o forse una personificazione della musa del jazz: fatto sta che quest’uomo non si fa riconoscere, rimane nella penombra, a metà tra il buio e la luce, tra il bianco e il nero su cui è giocato l’artwork. Diventa così simbolo di quel sottile dualismo musicale su cui è costruito il cd: Rava e Bollani si chiamano, si intendono - basta una nota, uno sguardo -, si alternano, si danno il cambio, quasi che non fossero soli, ma tra loro due ci fosse appunto un terzo a cui rivolgersi per un’approvazione finale.
Proprio questo li porta a dilungarsi, a cercare qualche frase di troppo, quando forse un disco più breve avrebbe dato maggior risalto all’essenza del dialogo, a due o a tre che sia.
Rimane comunque un disco che affascina, soprattutto nell’iniziale “Estate” di Bruno Martino, uno standard ormai, e nella mossa “In search of Titina”, ottima nel variare la scaletta facendo andare a braccetto Rava e Bollani su un passo più ritmato, quasi giocoso, di cui si sentiva il bisogno dopo tanta introspezione.
La maggior parte dei brani porta la firma di Rava e difatti l’istrionismo di Bollani è trattenuto, contenuto in un ambiente raccolto e silenzioso che incanta comunque in “Sweet light”.
Ci sono poi l’omaggio esplicito ad Orson Welles, due brani dall’amato Brasile e nel finale un paio di variazioni che riprendono quanto fatto nella parte centrale del disco, forse su richiesta del “terzo uomo”.
Alla fine il più soddisfatto è proprio lui, il “Third man”: dopo aver avuto tutti per sè i due jazzisti italiani più noti, si ritira nell’anonimato. Conscio che, senza aver proferito parola, è lui ad aver diretto la conversazione.

Track List

  • Estate|
  • Third Man|
  • Sun Bay|
  • Retrato Em Branco Y Preto|
  • Birth Of A Butterfly|
  • Cumpari|
  • Sweet Light|
  • Santa Teresa|
  • Felipe|
  • In Search Of Titina|
  • Retrato Em Branco Y Preto (variant)|
  • Birth Of A Butterfly (variant)

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