Murphy gets muddy<small></small>
Rock Internazionale

Elliott Murphy

Murphy gets muddy

2005 - BLUE ROSE RECORDS
27/02/2006 - di
Elliott Murphy ha più volte dichiarato che questo disco è il primo passo di una metamorfosi che con l’età lo sta portando a trasformarsi da un sopravvissuto del rock’n’roll in un bluesmen. È un’evoluzione giusta e naturale per chi suona da una vita ed è un passaggio che lo stesso Murphy aveva dimostrato di voler affrontare per gradi cominciando con l’intepretare pezzi blues nei suoi concerti.
Proprio quelle cover, cantate con la voce profonda di cui questo cantautore rock ormai dispone, avevano fatto sperare in un lavoro importante, complice l’ottimo stato di forma degli ultimi anni. Invece “Murphy gets muddy”, spiace dirlo, è un disco deludente, una raccolta di esercizi didascalica, che suona didattica e troppo educata.
Va lodata, ma non troppo, l’intenzione di riproporre vecchi classici di alcuni giganti del blues (Robert Johnson, Muddy Waters, John Lee Hooker, B.B. King ecc.) : è una scelta apprezzabile, ma non certo originale. Va anche compreso il punto di partenza che è propedeutico al genere, come dichiarato e come dimostrato anche nel dvd allegato, con cinque pezzi di Willie Dixon interpretati e spiegati per il pubblico.
Tutto questo però non basta a giusitificare un disco che fa del blues una musica borghese, senza trasmetterne l’anima: Murphy lo adatta alle sue forme cantautorali e lo fa anche con una certa classe, ma finisce per cucirne un completo in ghingheri che poco ha a che vedere col modello originale e anche con chi lo indossa.
Ne esce un blues da salotto e lo si capisce subito dall’inizio di “Terraplane blues”, rifatta come un esercizio swing: il disco prosegue sulla stessa linea con una piacevole versione di “I got my mojo working” e una “Hey Gunslinger” molto cool, scritta dalla coppia Murphy / Durand. Non si tratta di sole cover, ma il risultato non cambia: troppo bianche e raffinate, quasi incipriate, sono “Mannish boy” e “I can’t be satisfied”, imbarrazzanti nel loro essere prive di qualunque vigore.
Murphy cerca continuamente di lavorare su un suono acustico e patinato, con ricami di chitarre, di organo, di piano e di spazzole, ma lo fa muovendosi su battute ripetute in modo troppo emaciato, senza alcun pathos e sofferenza. In un’atmosfera da luci basse che sembra fatta apposta per club d’alto lignaggio, predilige il parlato senza nemmeno raggiungere quell’intenso soul di cui è capace nei suoi dischi.
Qualcosa di buono c’è in “I’m ready” e “The thrill is gone”, ma è troppo poco, soprattutto da parte di un musicista di spessore come lui, a cui non mancano la coscienza e la cultura per rendersi conto che il blues non è blues se non porta brividi all’anima.
“Murphy gets muddy” è un passo falso, un’occasione mancata: speriamo che alla prossima il buon Elliott riesca ad avvicinarsi molto di più all’obiettivo.

Track List

  • Terraplane Blues|
  • I Got My Mojo Working|
  • Hey Gunslinger|
  • Baby Please Don´t Go|
  • I´m Ready|
  • The Thrill Is Gone|
  • Tip On In (Part 1)|
  • Open City|
  • Who Am I Blues|
  • Baby What You Want Me To Do|
  • Mannish Boy|
  • Artificial Paradise|
  • I Can´t Be Satisfied|
  • The Beginning And The End

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