Eli Cook - Miss blues´es child

Eli Cook

Miss blues´es child

2007 - Valley Entertainment

13/09/2007  |  di Christian Verzeletti

A parte pochissime eccezioni i bluesmen delle ultime generazioni sembrano muoversi sulla strada del guitar hero alla Stevie Ray Vaughan (Joe Bonamassa, Johnny Lang, Kenny Wayne Shepherd) oppure procedere sulle placide acque di un blues morbido (Eric Bibb, Keb’ Mo’).
C’è però chi ha ancora il coraggio di chiamarsi fuori dal coro come questo ventenne di Charlottesville, Virginia, che, forse per istinto, forse per incoscienza, se ne è uscito con un disco acustico di tutt’altra personalità.
Non siamo di fronte al solito ragazzo prodigio: pur avendo capacità invidiabili per la sua età, Eli non suona da virtuoso e preferisce prodursi in interpretazioni che richiamano i padri del Delta blues, Mississippi John Hurt su tutti.
Cosa ancora più sorprendente è che Eli non è un nero, ma ha una voce quasi da nero, profonda e baritonale, che proprio non si direbbe per un giovane.
Il disco ha una sostanza black che si può intuire anche solo scorrendo i titoli in scaletta, dalle cover ad una title-track ispirata a Langston Hughes, poeta del cosiddetto Harlem Renaissance.
Accompagnato da Patrick McCrowell (banjo e harmony vocals), Cook suona su poche corde reiterando note e canto con forza: “osa” aprire addentrandosi a modo suo tra gli spiriti di Robert Johnson (“Terraplane blues”) e dimostra di reggere bene anche quando affronta altri due pezzi enormi come “Grinnin’ in your face”, per sola voce, e “Goin’ down south”.
Peccato solo la presenza di troppe cover, anche perché i brani autografi non sono affatto male, dall’entusiasmante country-bluegrass di “Don´t ride my pony” all’oscurità di una title-track ipnotica per arrivare al blues atavico contenuto in “Highway song” e “Trick bag”.
Cook azzecca l’interpretazione anche quando si concede alla melodia tradizionale di “Irene”, che altri non è che “Goodnight Irene”, e chiude con la forza primordiale di una “Fixin’ to die” battuta e trascinata in modo più elettrico.
Il sito http://www.elicook.com dà poi notizia di un ulteriore disco che dovrebbe avere un impianto elettrificato con la presenza del bassista Eric Yates e del batterista Jordan Marchini.
In effetti bisogna precisare che “Miss Blues´es Child” era già stato pubblicato un paio d’anni fa e solo ora è stato ristampato e distribuito dalla Valley Entertainment.
Speriamo dunque che il nuovo “ElectricHolyFireWater” ci dia conferma della voce di Eli Cook. Più che di un bambino prodigio sembra davvero essere quella di un “blues child”.


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Track List:

  • Terraplane Blues|
  • Don´t Ride My Pony|
  • Anything You Say|
  • Irene|
  • Miss Blues´ Child|
  • Grinnin´ In Your Face|
  • Goin´ Down South|
  • Baby What You Want Me To Do|
  • Highway Song|
  • Poor Black Maddie|
  • Trick Bag|
  • Fixin´ To Die

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