07/03/2011 | di Gianmario Ferrario
Bella release questa degli Electric 69. Cornelius the Colonel & the Hot Air Balloon Club è un disco più maturo rispetto ai precedenti perché dimostra quanto Maury e soci siano stati capaci di muoversi nelle possibilità del rock’n’roll discostandosi, questa volta, dall’impostazione “distorsore e chitarre verticali” per regalarci un lavoro più profondo, ricco di acustiche visioni e piacevoli paesaggi folk. Possiamo dire di quest’opera che è vagabonda e sognante, pronta a consegnarci ad affascinanti nostalgie mantenendo un gusto fresco, pulito e carico di momenti intensi.
Ad eccezione di Magnolia, prima traccia del disco che si presenta in modo abbastanza tradizionale per questa band, tutto il resto del lavoro oscilla egregiamente tra folk cantautorato (la bella Woohee, in entrambe le versioni proposte) e accostamenti rock decisamente più moderni (Muddy Roots che a me fa un po’ venire in mente i Foo Fighters migliori). Anche se il songwriting non è ancora ad altissimi livelli, la buona qualità è presente in tutta l’opera, specie quando i toni si fanno un po’ più malinconici, come in Heart of Hurricane. Insomma, l’approccio è quello passionale del southern rock, suonato con la naturalezza e la capacità di chi respira questa musica da parecchio tempo.
Niente di più azzeccato, dunque, del realizzare un lavoro del genere nella Chicago di Steve Albini, agli Electrical Studios, dove i quattro bravi musicisti hanno potuto vivere il sogno americano in prima persona, regalando all’album un sapore decisamente più internazionale (non a caso, tutte le liriche sono in inglese). Per Electric Sixty Nine questo è il terzo album. Vuoi che la nuova etichetta (Face Like a Frog) ha portato loro una ventata d’aria fresca, vuoi che nel frattempo l’ispirazione e l’esperienza di Maury e i suoi musicisti sono cresciute, sta di fatto che le nove canzoni di Cornelius the Colonel sono il buon risultato di una serie di avvenimenti positivi trasmessoci questa band. Chissà che spasso sarà vederli dal vivo, ci auguriamo che arrivi presto l’occasione.
Track List: