Einstürzende Neubauten - Alles wieder offen

Einstürzende Neubauten

Alles wieder offen

2007 - Neubauten.org/Audioglobe

24/10/2007  |  di Andrea Salvi

Ci si sarebbe quantomeno attesi il capitolo conclusivo dell’esemplare trilogia sulla ridefinizione stessa del concerto di “musica industriale” di cui il collettivo tedesco nei primissimi anni ’80 ha gettato le basi, mantenendo ad oggi saldamente il primato qualitativo. Invece il lavoro intrapreso a partire dal 2000 con “Silence is Sexy” e proseguito nel 2004 con “Perpetuum Mobile”, in questo nuovo “Alles Wieder Offen” viene temporaneamente accantonato. L’obiettivo dichiarato di questo lavoro si limita ad esplorare quante infinite possibilità riserbi ancora il progetto Einstürzende Neubauten.
Rimettersi nuovamente in discussione senza nemmeno muoversi dalla vetta conquistata. Una sfida apparentemente assurda, ma che invece si rivela vincente, rimarcando ancora una volta l’estremo valore di una band che, superata brillantemente la prova del quarto di secolo, si mostra tutt’oggi all’avanguardia.
Avanguardia tour court, non solo sonora, in primo luogo attraverso l’innovativo e curioso processo che ha portato il collettivo tedesco ad autoprodurre questo album senza l’appoggio di alcuna etichetta discografica. Esso infatti è frutto del coinvolgimento dei fans nell’intero processo di produzione, a partire dal mero finanziamento, fino alla collaborazione e consulenza anche artistica dell’intero processo di realizzazione dell’album (per informazioni più approfondite: www.neubauten.org).
“Tutto è ancora aperto”, appunto: tra l’ultimo album ufficialmente distribuito e questo nuovo sono stati pubblicati per il mercato via web altri ben 10 titoli: una serie intitolata “Musterhaus” di stampo assolutamente sperimentale che ha segnato suo malgrado la traccia che ha dato origine a questo nuovo progetto.
“Alles Wieder Offen” è un album spiazzante, complesso, stratificato, solenne, bellissimo.
In esso i riferimenti alla precedente discografia sono innumerevoli ed è un piacere constatare quanto il prodotto finale fugga autocompiacenze o scorciatoie di sorta, per privilegiare la proposta di una manciata di brani accessibili, tutto sommato omogenei, specchio di un percorso coerente e mai rinnegato. Pur non mancando esplicite citazioni dal passato recente, ciò che colpisce da subito è la varietà di soluzioni sonore che derivano sia dall’introduzione nel set di una felice accozzaglia di nuovi bizzarri strumenti, che a loro volta da sempre affiancano il solido basso di Alexander Hacke qui ai vertici delle sue possibilità, le percussioni metalliche di N.U. Unruh e di Rudolf Moser e l’inconfondibile declamatoria voce di Blixa Bargeld.
Come sempre accade i colpi di genio vengono celati con cura ed emergono solo dopo qualche ascolto tra le pieghe di arrangiamenti che, per i canoni della band, paiono strizzare l’occhio ad un senso melodico più che mai presente, talvolta grazie alla presenza di una sezione d’archi.
Un pianoforte dissontante, archi solenni e la rende “Die wellen” un’intro apocalittica e fascinosa. Il primo singolo “Weil Weil Weil” e la minimale “Nagorny Karabach” sono due perle dal fascino divergente rappresentative dell’intero album: una marcia ipnotica, deviata e saturante la prima, quanto dall’andatura suadente e dall’arrangiamento di grande maestria la seconda. “Von Wegen” è un macigno caduto dal cielo, mentre “Let’s Do It a Dada” è un’eccentrica suite che celebra l’intatto fascino che il mondo dadaista esercita nei confronti dei musicisti.
Testi di grande impatto, visionari ed enigmatici accompagnano l’ascolto di un album che ancora una volta segna il nostro tempo, le sue contraddizioni e risorse, con il sarcasmo unico di chi sa prendersi gioco del proprio destino anche sul’orlo del baratro.
Gli Einstürzende Neubauten stanno vivendo una seconda (terza? quarta?) giovinezza. Il resto del mondo passa, o nella migliore delle ipotesi rimane disperatamente uguale a sé stesso.


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Track List:

  • Die Wellen|
  • Nagorny Karabach|
  • Weil Weil Weil|
  • Ich Hatte Ein Wort|
  • Von Wegen|
  • Let’s Do It a Dada|
  • Alles Wieder Offen|
  • Unvollständigkeit|
  • Susej|
  • Ich Warte

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