EinstÜrzende Neubauten - 9-15-2000 brussels

EinstÜrzende Neubauten

9-15-2000 brussels

2002 - Indigo

03/03/2003  |  di Andrea Salvi

“No, this is not beauty, may be not“

Il silenzio è sexy, annunciava laconicamente l’ultimo straordinario album in studio degli irriducibili Einstürzende Neubauten. Il rapporto fra silenzio e rumore, ordine e caos, tra la bellezza e il suo contrario i temi trattati, legati come consuetudine ad una tagliente critica sociale e ad uno spiccato nichilismo di fondo.
Ad oltre due anni di distanza da quello che la critica ha a ragione definito uno dei capitoli più luminosi della carriera dello storico collettivo tedesco d’avanguardia industrial e dal tour che ne seguì, del quale il ricordo delle tre incisive date che toccarono il nostro paese (Torino, Roma e Urbino), è rimasto indelebilmente impresso in chi ebbe la fortuna di parteciparvi, giunge la pubblicazione integrale di un concerto di quel tour, per la precisione l’esibizione di Bruxelles. Due cd per oltre due ore di musica, in una confezione curatissima, dalla quale non una briciola delle emozioni, dell’energia, della carica di eversione che porta in sé ogni uscita dal vivo dei Neubauten vengono perse. Grazie ad una registrazione ultra-fedele le sbavature, gli interventi del pubblico, i riverberi naturali delle superfici del palco e perfino il respiro dei singoli musicisti divengono elementi essenziali della messa in scena, dove anche il fruscio prodotto da una fumata di sigaretta durante “Silence is sexy” gioca un ruolo di primo piano, dove anche un vibratore può divenire un’essenziale accompagnamento al suono del basso nell’introduzione ad “Alles”, dove i rapporti di forza tra strumenti vengono sovvertiti a scapito di chitarra e tastiere, che qui giocano un ruolo assolutamente marginale, per non dire trascurabile.
Ecco quindi le percussioni, perlopiù metalliche, divenire protagoniste, grazie al lavoro di N. U. Unruh e Rudi Moser, motori di una macchina da combattimento collaudata e ricca di fascino, artefici di un vero e proprio muro del suono analogico la cui origine è misteriosa e seducente, anche e soprattutto per chi non ha idea di quale sia l’armamentario che l’ensemble si porta dietro ad ogni pubblica uscita.
La scaletta privilegia tutto sommato la produzione degli anni ’90, con buona parte dei brani dell’ultimo lavoro, del quale spiccano le complementari “Beauty” e l’apocalittica “Die Befindlichkeit des Landes”, oltre ad una manciata di estratti dai due album precedenti tra cui l’interminabile “NNNAAAMMM”, e una versione di sicuro impatto di “Die Interimsliebenden”. Irrinunciabile e attesa è un’incursione nel repertorio decisamente più ostico, quello degli inizi anni ’80, con una rinnovata versione di “Yü Gung“.
Completa il quadro la lunga improvvisazione “Ein seltener Vogel” e il beffardo omaggio al pubblico della traccia “Jubel”. A concludere il concerto è la litania d’ispirazione alchemica “Salamandrina”, bis di commiato in cui sacro e profano si condensano in una liberatoria, corale interpretazione.
Dai solchi (è proprio il caso di usare questo termine), di questo live emergono la prova d’assoluto valore del basso di Alexander Hacke, sempre in primo piano a mantenere le redini durante il selvaggio cavalcare di una band mai tanto possente, e l’acuto sarcasmo di un istrione quale Blixa Bargeld che con apparente compostezza introduce con trovate surreali e spesso gustose i brani in scaletta (per “Haus der Lüge” trova spazio anche una presunta censura che la Chiesa avrebbe architettato per boicottare il gruppo), alternandole a performances che lo vedono alle prese con strumenti tra i più disparati: da un getto d’aria compressa fino ad una serie di bizzarri ammennicoli autocostruiti, in una sorta di laboratorio sonoro frutto delle visioni di uno scienziato pazzoide e ingegnoso.
Non vengono risparmiati al pubblico neppure i celebri urli acutissimi di cui il cantante è capace, che contribuiscono in larga misura a rendere l’esperienza dell’ascolto di “9-15-2000 Brussels” quanto di più interessante sia stato pubblicato nello scorso anno, non solamente un mero documento ma ennesima dimostrazione della validità assoluta del rinnovato percorso espressivo intrapreso da questi, ulteriore evoluzione dell’esperienza rumorista verso soluzioni che più strizzano l’occhio verso una forma canzone originale e particolarmente curiosa.
Oggi più che mai, se ci fosse ancora bisogno di sottolinearlo, questo doppio prezioso documento è la testimonianza di quanto il silenzio sia divenuto un concetto i cui limiti vengano a coincidere con l’inizio e la fine di una esibizione degli Einstürzende Neubauten.

“Maybe, this is the rest of it, what remains of beauty”


Discografia:

KOLLAPS (1981)
DIE ZEICHNUNGEN DES PATIENTEN O.T./DRAWINGS OF O.T. (1983)
STRATEGIEN GEGEN ARCHITEKTUREN 80-83 (1983)
HALBER MENSCH (1985)
FUNF AUF DER NACH OBEN OFFENEN RICHTERSCALA (1987)
HAUS DER LUGE (1989)
STRATEGIES AGAINST ARCHITECHTURE II (2 Cd, 1991)
DIE HAMLETMASCHINE (1991)
TABULA RASA (1993)
INTERIM (EP, 1993)
MALEDICTION (EP, 1993)
ENDE NEU (1996)
FAUSTMUSIK (1996)
ENDE NEU Remixes (1997)
SILENCE IS SEXY (2 Cd, 2000)
BERLIN BABYLON (2001)
STRATEGIES AGAINST ARCHITECHTURE III (2 Cd, 2001)
9-15-2000 BRUSSELS (2 Cd, 2002)


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Track List:

  • CD 1
  • Silence Is Sexy |Sabrina |Dingsaller |Die Interimsliebenden |NNNAAAMMM |Haus der Lüge |Zebulon |Newton´s Gravitätlichkeit |Zampano |Ein seltener Vogel |Beauty
  • |Die Befindlichkeit des Landes |Sonnenbarke


  • CD 2
  • Der Schacht von Babel |Redukt |Jubel |Musentango |Alles |Ende Neu |Yü Gung |Installation No.1 |Salamandrina

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