Se il titolo dell’album, Ecce Homo, presenta la materia, ovvero l’uomo in tutte le sue sfaccettature, l’esclamazione “l’amore è paranoia” è certamente una dichiarazione poetica. Loro arrivano da Milano e si chiamano Egokid (Diego Palazzo, voce, chitarra, tastiera; Piergiorgio Pardo, voce, tastiere; Fabrizio Bucchieri, basso; Davide dEbEnedetti, sintetizzatori, percussioni; Chris Clemente, chitarra, e-bow; Giacomo Carlone, batteria). Ecce homo è la descrizione cinico-romantica dell’uomo dell’anno ‘11 – L’uomo qualunque apre l’album ed è l’incipit di questa storia. Le melodie pop si accostano al linguaggio concretamente cinico che viene usato per descrivere l’uomo ai tempi della precarietà: è l’uomo che vive di ansia, di paura, di fallimenti e tuttavia spera di superare una condizione di vita tanto distruttiva. I testi degli Egokid spaziano così dal romanticismo più efferato ai fallimenti politici e lavorativi.L’originalità della band milanese sta nell’accostamento di un genere molto orecchiabile, come può essere il pop, ad una filosofia di vita che è quella della quotidianità che può essere divertente e devastante nello stesso tempo: è questo il filo conduttore dell’album, la tragicità e la comicità del quotidiano, tenute legate da un pop esuberante e da un’ironia eccezionale. Le melodie cambiano di continuo e si passa da sonorità più intime, come accade con la canzone intitolata Come un eroe della Marvel, in pieno stile cantautorale italiano, alle sonorità più stravaganti in cui il pop incontra quell’accento – a volte sacro - di new wave, come in Non si uccidono così anche i cavalli?; di nuovo il pop diventa indie-rock in Con Stile. Al di là della fantasia e dell’originalità dell’album intero, spicca tra tutte una traccia che si intitola Ragazze+Ragazzi; detto così in effetti non ha un gran senso. E se vi dicessi Girls&Boys? Chi non l’ha ascoltata quella canzone dei Blur? Ebbene sì: gli Egokid ne hanno fatto la cover e in più l’hanno tradotta, parola per parola, con un risultato strabiliante; una roba imponente – al di là delle critiche - che ti si conficca nella mente e la canti tutto il giorno, in italiano per giunta!Forse gli Egokid non ci stanno dicendo nulla di nuovo, ma sicuramente stanno parlando di realtà che ognuno di noi ha vissuto; degli amori dimenticati chissà dove, dei giornali chiusi, delle università demolite, del lavoro che non ti pagano eccetera.Senza rischiare di cadere nel banale, concludo dicendo soltanto che l’Italia necessita di un po’ di ironia e di concretezza – almeno nell’arte. Per cui complimenti, Egokid.
Track List: