A volte la nascita di un progetto musicale come quello che ha visto gli Eels in tour con un affascinante quartetto d´archi, ha ragioni molto più semplici di quelle che si possono immaginare, anche quando a partorirlo è la mente geniale di Mr. E.
In questo caso, infatti, dopo lo splendido doppio album "Blinking Lights", Mark Everett aveva in mente di realizzare uno show "rilassato", durante il quale poter tranquillamente fumare il suo inseparabile sigaro. Detto fatto.
Chi ha avuto la fortuna di assistere alla data milanese di "Eels With Strings" sa bene di cosa stiamo parlando e tra le tante meraviglie sonore di quel concerto, avrà ancora in mente anche la figura di Mr.E avvolta da una densa nuvola di fumo e il roteare pacifico del suo bastone. Immagini che solo la versione in dvd (con sei brani in più) può restituire.
Le canzoni scelte per viaggiare con le "corde" sono ovviamente quelle che meglio si prestano a una delicata operazione come questa, e certamente l´ultimo album offriva di suo molti spunti in questo senso. E infatti il live qui ripreso nella tappa di New York, riparte da lì con la struggente "Blinking Lights (for me)" e "Bride of Theme From Blinking Lights", strumentale di rara capacità emotiva, che introducono alla perfezione nei suggestivi incanti che abitano il piccolo mondo antico musicale degli Eels.
Se violini, viola e violoncello sono indispensabili nel trasmettare profondità all´impatto sonoro, non meno importante è l´apporto di due polistrumentisti del calibro di Alan Hunter e Chet Lyster. Ma al centro, o seduto al piano - con un bicchierino di whiskey che si aggiunge al sigaro (più rilassato di così...) - c´è il signor Eels con tutto il suo magnetismo.
I suoi dischi mettono a nudo un uomo che è riuscito a sviluppare una forte personalità interiore anche attraverso le ferite della vita. Debolezze umane che sul palco si sciolgono nell´urgenza di comunicare la sua arte attraverso brani di una bellezza disarmante, accompagnati da piccoli riti quotidiani, quasi a voler alleggerire la palpabile inquietudine delle liriche.
Everett è però un perfezionista e prima di dare alle stampe questo live ha lavorato molto in post-produzione, fino ad avere una resa molto simile a quella che avrebbe ottenuto registrando in studio. Non è infatti un mistero che se fosse dipeso solo da lui, avrebbe eliminato anche il "rumore" degli applausi. Nonostante queste rifiniture, rese necessarie anche da una registrazione che non ha convinto del tutto il Signor E, rimane la testimonianza di un concerto che già godeva di una pulizia sonora estrema.
Tranne qualche raro passaggio elettrico come "Hey Man", lo show richiedeva infatti grande attenzione, condizione alla quale peraltro si arrivava in modo assolutamente naturale.
Il magnetismo degli Eels, in questa dimensione, è incredibile, sospinto da una scaletta che non cede mai, che tocca picchi di coinvolgimento straordinario: da "Box Stop Here" alla cover dylaniana di "Girl from the North Country", dall´antica "I Like Bird" alla splendida "If You See Natalie", fino ai demoni che ritornano con la plumbea "Suicide Life".
Questo cd, a cui inevitabilemnte manca il pathos che certe canzoni concedono solo dal vivo, è comunque un documento imprescindibile per i tutti in fan della band. E non solo.
Track List: