Eels - Souljacker

Eels

Souljacker

2001 - DREAMWORKS

15/12/2001  |  di Christian Verzeletti

Gli Eels sono nati e continuano a fare dischi per effetto di una strana reazione chimica che non risponde alle leggi della fisica, ma piuttosto è conseguenza dello stesso processo che ha portato Mark a sperimentare sulle cellule della musica rock. Chi avrebbe mai detto che questa sarebbe stata la sorte del figlio di Hugh Everett III, uno dei più grandi scienziati del XX secolo, nonché amico di Albert Einstein e ideatore della teoria degli universi paralleli (quella di Star Trek tanto per intenderci)?
Strana la vita e altrettanto strana la musica degli Eels, che, oltre alle trovate di Mark “E”, è sottoposta anche all’esposizione della fantasia del batterista Butch e del bassista Tommy Walters.
La storia di questa creatura, imprevista dai programmi di laboratorio, è nota a tutti: dal successo di “Beautiful freak”, all’acclamato “Elektro-shock blues” figlio di collaborazioni illustri e di lutti familiari, alla formazione della Eels Orchestra 2000 per un’overtoure nata da un sogno di Butch.
Tanto per continuare la ricerca, questa volta gli Eels hanno convocato come assistenti nientemeno che John Parish, Kool G Murder e Joe Gore. Ne è uscito “Souljacker”, un album con buone intuizioni, anche se privo di scoperte da brevettare.
D’altronde questa è caratteristica degli Eels, capaci di rielaborare formule note fino a far gridare “Eureka”, ma anche di cadere in un eterogeneo rimescolio di sostanze.
“E” doveva essere conscio del pericolo, visto l’inclinazione che hanno le sue canzoni a rimanere sospese in una dolente altalena di disagi e armonie, e così ha pensato addirittura di vendere l’anima al diavolo, “Souljacker” appunto. Si sa che l’artista non può accettare alcuna mediocrità, tanto più se porta in sé anche i geni dell’avidità di scoperte di uno scienziato.
Questo nuovo disco è prodotto di un’ansia creativa che rivela ancora l’abilità di Mark e compagni nel lavorare con strumenti rock, archi, distorsioni e anche con campionature e tools.
Il pop alternativo (“Fresh feeling”) si mescola a blues arrancanti e rumorosi (“That’s not really funny”), il chitarrismo sfasato (“Dog faced boy”) a ballate acustiche (“Woman driving man sleeping”), l’elettronica a marcette jazz anni 20 (“Jungle telegraph”), il ritmo rock’n’roll a sudori urbani quasi rap: un patchwork frammentario e colmo di sorprese, un elettropopsoulblues senza pause. La tensione viene mantenuta anche nei pezzi più lenti, quando E è libero di procedere su ritmi indolenziti prediletti dalla sua scrittura abulica. Forse troppe le formule citate, al punto che la miscela rischia di allontanarvi per la complessità dell’amalgama e l’alta infiammabilità.
L’immagine migliore della musica degli Eels rimangono così gli occhi stralunati della bambina di “Beautiful freak”, ma se quello sguardo vi ha stregato non potrete che farvi avvinghiare anche dal magnetismo di questo “Souljacker”.


Discografia:

BEAUTIFUL FREAK 1996, DREAMWORKS
ELECTRO-SHOCK BLUES 1998, DREAMWORKS
DAISIES OF THE GALAXY 2000, DREAMWORKS
OH WHAT A BEAUTIFUL MORNING 2000, EWORKS / ARTIST direct.com
SOULJACKER 2001, DREAMWORKS


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Track List:

  • Dog Faced Boy
  • |That´s Not Really Funny
  • |Fresh Feeling
  • |Woman Driving, Man Sleeping
  • |Souljacker Pt. I
  • |Friendly Ghost
  • |Teenage Witch
  • |Bus Stop Boxer
  • |Jungle Telegraph
  • |World of Shit
  • |Souljacker Pt. II
  • |What Is This Note?

Eels



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