Eels - Shootenanny!

Eels

Shootenanny!

2003 - DREAMWORKS RECORDS

23/10/2003  |  di Christian Verzeletti

Forse perchè il mercato è saturo di improbabili nuovi rockers. Forse perché gli Eels non hanno mai lasciato che la loro musica venisse allineata. O forse perché hanno smarrito la scintilla che faceva brillare dischi come “Beautiful freak” e “Electro-shock blues”.
In ogni caso, nessuno sembra filarseli ormai più del dovuto. Eppure è proprio da bands come queste, piuttosto che dall’improbabile preconfezionato “guitar rock revival”, che bisognerebbe attendersi qualche scossone. Semplicemente, perché sono già stati capaci di farlo in passato.
Certo, di tempo ne è passato, il rischio di rimanere delusi esiste, ma gli Eels hanno sempre vissuto di precarietà, di instabili equilibri e di evidenti stridori generati dal loro interno: questione di scontro più che di incontro, di attrito più che di attrazione.
Diciamolo subito: “Shootenanny” è un buon disco, che risente parzialmente di tutte queste premesse. Difficile capire perché le loro canzoni non passino in radio invece di quelle degli Strokes o di Whitney Houston, ma la differenza è evidente e non sta solo in quei “motherfucker” che gli americani amano censurare ambiguamente.
Inutile disquisire se questo sia il disco di Mark “E” Everett più pop o più solare o più orchestrale, o se sia ancora sofferto come i precedenti. “Shootenanny” è tutto questo e altro: l’unica certezza è infatti è che gli Eels si stanno evolvendo come un “progetto” solista, per meglio dire come una creatura bizzarra che si nutre della propria prole, appoggiandosi ad esseri di razza simile, solo quando costretta ad uscire verso l’esterno.
Come già successo in passato, Kool G Murder, Butch, Lisa Germano e Joe Gore offrono il loro apporto generosamente, ma non infieriscono sull’indole delle canzoni. Comprimari lo sono sempre stati, ma soprattutto l’approccio indie-pop di Butch aveva lasciato il segno proprio là dove oggi “E” preferisce fare da solo.
Per questo a “Shootenanny” si può imputare una piacevole e indulgente frammentarietà, come già successo con “Souljacker”.
Anche stavolta il gioco di parole del titolo nasconde il contenuto di una musica che fa dell’ambiguità la propria caratteristica. “E” è maestro nel ricreare con una sottile ironia un mix originale e di alta qualità: un blues urbano, un rock lo-fi, atmosfere di stampo barrettiano alternati a un beat moderno, ad archi orchestrali e a qualche coretto di pop zuccheroso. Tutti i pezzi si basano su un lavoro delicato e minimale, apparentemente semplice, ma sempre oltre la soglia della normalità.
“Shootenanny” ha il pregio di non deludere chi cerca ancora un minimo di stupore in una canzone di tre minuti. E questo va oltre qualunque tipo di riscontro e di attesa.


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Track List:

  • All In A Day´s Work|
  • Saturday Morning|
  • The Good Old Days|
  • Love Of The Loveless|
  • Dirty Girl|
  • Agony|
  • Rock Hard Times|
  • Restraining Order Blues|
  • Lone Wolf|
  • Wrong About Bobby|
  • Numbered Days|
  • Fashion Awards|
  • Somebody Loves You

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