Abituati alla copiosità compositiva delle produzioni Eels, ma non sapendone più nulla da “Brinkin lights and other revelation” uscito ben 4 anni fa, si cominciava a pensare male circa le sorti di questa band ma soprattutto dell’ extravangant genius Mr. R, alias Mark Oliver Everett; ma poi adocchiando il video del singolo “Fresh blood” girato da Jesse Dylan, si è capito che qualcosa si stava muovendo (o meglio intrufolando con piglio mannaro) tra le new entry di peso. Dietro occhiali nerofumo e un cespuglione di barba souljacker ZZTop-Castrista, Mr.E & Eels ritornano spezzando ogni dubbio con “Hombre Lobo”, disco ispido come i peli del suo new look, in cui risultano una grande varietà di ispirazioni dal suono vintage, che brano dopo brano (sembra di ritornare nei solchi di Shotenanny!) intreccia pop, blues, rock e affini. Un bel tegamone zeppo di leccornìe quanto il sound caldo e temprante della band LosAngelesina, immediato mix di autenticità fuori moda, targhet e scaffalità scritto a sei mano insieme ai fidi Kool G Murder al basso e Knuckles alla batteria. Il trade mark Eels, la funzionalità del loro sound – un coagulo elastico tra Beck ed Elliott Smith – è sempre proteso al gusto dell’originalità fresca e rifuggente, ma mai come in questo “processo uditivo” viene in superfice la personalità sdoppiata del personaggio Everett, il rovescio e il dritto di una sola medaglia: la solitudine e l’anelito della redenzione. Una specie di licantropìa –accentuata anche da quella barba – che si avviluppa e snoda intorna al perno del “desidero”, delirio e castigo o ambizione di poter cambiare il “soggetto uomo” in qualcosa senza maschera o trucco. In effetti potremmo definire Hombre Lobo (uomo lupo) un concept sulla “lunaticità piena delle mezzenotti ” e “dell’arsura calmante dell’alba incombente”, dove il vampirismo aggressivo ( il dirty blues di Prizefighter, gli ululati giovanili di Beck in Fresh blood, l’hard-blues tossico di Tremenodus dynamite), si prostra alla malinconia del chiarore reale dei resoconti ( il romanticismo pop di That look you give that guy, Lilac breeze, My timings off , oppure le affinità elettive delle palpitazioni dal cuore beat, pop e sofismi in What’s a fella got do, The longing, Ordinary man). Ma è questo, è il fattore “desiderio” che si fa pira nell’animo di Mr.E , è la struggenza incompiuta di un “qualcosa” che rode da sempre il fegato di questo musicista, cantore dei bassi e alti di se stesso, del suo umore cangiante che non si smentisce nemmeno in questo nuovo e grande lavoro, sbattendoci, come biglie di flipper, tra le angolazioni acute del suo essere spinoso. Qui “ Mr. E, il lupo” oltre che infoltire il pelo invece di perderlo, lievita anche nel vizio.
Track List: