Edoardo Bennato - La torre di Babele

Edoardo Bennato

La torre di Babele

1976 -

06/10/2001  |  di Marco Genzanella

E´ il 1976.
"La torre di Babele" come anche i precedenti album di Bennato, si avvale di un grande gruppo di musicisti che in quegli anni già militavano in formazioni di un certo spessore quali N.C.C.P, Musicanova, il gruppo di Pino Daniele. Una grande famiglia, che in questo album si riunisce per dar vita ad un album superlativo da tutti i punti di vista. Roberto Fix, Gigi De Rienzo, Francesco Bruni, Tony Esposito, Eugenio Bennato. Queste le grandi personalità poliedriche che nel "76 danno vita a "Torre di Babele", a mio avviso indubbiamente l´album più complesso del musicista napoletano, allora veramente ben lontano da "Viva la mamma", "Abbi dubbi" e "O.k Italia". Che peccato....
Il disco, si apre subito con lo spirito forte e derisorio, che contraddistingue il grande Bennato dei tempi che furono, in una canzone dal forte impatto musicale sincopato dove si inneggia alla magnificenza dell´uomo e delle sue grandi creazioni , al progresso, allo " strappare tutti i segreti alla natura" perchè l´uomo è il padrone della Terra.
Bennato accusa, si accanisce sarcasticamente contro la frenetica ambizione umana, contro la sua insanabile stupidità e cecità. In "Venderò" si cambia registro ma non concetto e la canzone, una ballata folk di rara delicatezza ed eleganza , è un lungo inventario di cose che l´autore potrebbe vendere per sopravvivere, trovare un modo per campare rimanendo liberi, perchè il rischio che si venga cacciati dal mercato e dal gioco è alto se non si ha qualcosa di "serio" da offrire.
"Eaa" altra meraviglioso boogy supersonico che narra le vicende di un mezzo di trasporto più o meno impazzito che si fionda verso un burrone (il cammino e la meta dell´uomo?). "Franz è il mio nome" è una meravigliosa filastrocca diabolica che unisce simbolicamente le vicende del viaggio verso il paese dei balocchi di Pinocchio al passaggio al di là del muro di Berlino, la parte ovest, la più ricca. Ed è quì che l´uomo si perde nel mondo delle merci.
"Viva la guerra", "Cantautore", "Quante brave persone", sono tutte canzoni che mantengono la medesima vena di rabbia e disgusto nei confronti della società, chiusa e bigotta, ossessionata da una griglia di pensieri precostituiti che le vieta la libertà riducendo l´esperienza umana ad un´auto-osservazione-rassegnazione. E´ indubbio, Bennato negli anni "70 aveava molto da dire. Forse oggi certi temi sono stati introiettati e suonano retorici, ai tempi forse le persone pensavano ancora, vedevano i problemi......, almeno ne parlavano in un disco.


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Track List:

  • La torre di Babele |
  • Venderò |Eaa |
  • Franz è il mio nome |ma chi è |
  • Viva la guerra |Cantautore |Quante brave persone |
  • fandango |
  • Cantautore "ma non è giusto"

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