Graziosa utopia<small></small>
Italiana − Rock − canzone d`autore, pop, new wave, punk

Edda

Graziosa utopia

2017 - Woodworm/ Audioglobe
16/06/2017 - di
La storia la conosciamo quasi tutti, ma chi l’avrebbe mai detto che da quel lontano ed inaspettato 2009, Stefano Rampoldi, per tutti Edda, affacciatosi sulla scena in solitario avrebbe continuato a fare dischi con una certa costanza e anche di una certa caratura.
In questo suo nuovo percorso, l’ex frontman dei Ritmo Tribale, con Graziosa utopia raggiunge quota cinque, compiendo un ulteriore e significativo passo in avanti verso una consapevolezza artistica che il suo procedere da solo lo ha portato a elargirci un altro incredibile disco.

Se il disco precedente ci aveva spiazzato con la sconvolgente partenza, venata punk, di Padre, Graziosa utopia sorprende al contrario piazzando, da subito, una ballata melanconica e stupenda come Spaziale, in stile Sai che, sempre del precedente, per intenderci.
Con questo nuovo lavoro, Edda sembra aver raggiunto una stabilità interiore, dove accompagnato dai suoi demoni prova a raccontarci le piccole contraddizioni della vita, la paura di lasciarsi andare, i rapporti sessuali e la “trascendenza” in un modo che solo lui sa fare.
Un album in cui la voce, onnipresente tra le canzoni, riesce da sola a caratterizzarne e ad illuminarne il contenuto, vera forza portante ed un modo di cantare particolarmente urgente, ma che sembra stia diventando sempre più educato.

Accompagnato dai Furore Uterino, come ama chiamarli, Fabio Capalbo (batteria) e Luca Bossi (basso, chitarre, synth e tastiere), in veste anche di produttori, Rampoldi elargisce un pacchetto sonoro fatto di un pop rock congenito che si porta dietro comunque stralci di new-wave.
Dieci canzoni dirette e di presa immediata, frutto di quella carica espressiva, tipicamente personale, capace di passare dai toni energici e incalzanti (Signora, Benedicimi e Picchiami) ad avvolgenti ballate melodiche che graffiano il cuore (Zigulì, Spaziale, La Liberazione e Il santo e il capriolo), strizzando l’occhio, in alcune occasioni (Un pensiero d’amore) anche all’elettronica più moderata e minimale.

Disco importante e di una bellezza mistica, dove la spiritualità di Edda riesce a catalizzarne e suggestionarne l’intero scenario coinvolgendo tutto ciò che li sta attorno. Basta immergersi nell’ascolto per captarne l’essenza, lasciarsi catturare dall’andatura lenta di Spaziale e farsi trascinare in questo sogno alla ricerca della serenità interiore, alternandosi tra ballate e non, per giungere alla fine ancora in tono pacato con Il santo e il capriolo, nella speranza di aver raggiunto lo scopo prefisso una volta aperti gli occhi.

Edda non si fa mancare niente, anche gli ospiti danno il loro sostanziale contributo: Federico Dragona dei Ministri ai cori in Spaziale, Giovanni Truppi e la sua chitarra in Arrivederci a Roma e la magia del synth dell’amico Sebastiano De Gennaro in Zigulì.
Graziosa Utopia si candida ad entrare nella topo 10 dei più bei dischi di questi anni 10, un po’ come nella decade precedente aveva fatto quel immenso capolavoro di Sempre biot.

Track List

  • Spaziale
  • Signora
  • Benedicimi
  • Zigulì
  • Brunello
  • Un pensiero d’amore
  • Picchiami
  • La liberazione
  • Arrivederci a Roma
  • Il santo e il capriolo

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