Indiana
Italiana − Alternative

Dulcamara

Indiana

2016 - INRI / Metatron
08/03/2017 - di


A quattro anni dall’ultimo UomoConCane, i Dulcamara tornano con un nuovo disco, Indiana, uscito per INRI / Metatron. Il quarto lavoro, che arriva a quattro anni dal precedente, è un disco studiato per fondere il cantautorato italiano e la musica di frontiera, un folk che vuole riprendere i Calexico, la ricerca delle tradizioni di paesi lontani, sempre affascinanti ma difficili da decifrare.

Il tema del viaggio la fa da padrona: viaggi solitari in posti sconosciuti, in paesi di frontiera via dalle mete più note e via da se stessi per cercare di ritrovarsi senza più essere stranieri in terra straniera. I paesaggi sono desertici, aridi, caldi e notturni. La luce c`è, a sprazzi, così come il ritmo nelle melodie va e viene. Una colonna sonora che andrebbe benissimo per un moderno Thelma & Louise: la ricerca di “quel non so che cosa” a fronte della monotonia di casa. Ma non sempre il viaggio finisce bene e sicuramente, seppur con tutto l`impegno del mondo, non riesco a trovare molto di nuovo in Indiana.

Di per se è un bell`album ma mi sa di un visto e rivisto , tredici pezzi abbastanza monotoni. Qua e là qualche sprazzo di luce, ma pochissimo di quel respiro tipico del folk a cui si volevano avvicinare. E` un disco fin troppo delicato, immaginifico e malinconico, un album, direi perfetto, per il panorama cantautorale italiano moderno e nonostante questo lontano dall`obbiettivo che si erano prefissati i Dulcamara.

Indiana si apre con Rituale, pezzo che, devo dire, mi ha entusiasmato tantissimo sopratutto nella melodia che sul finale si apre in modo fantastico. Ho subito pensato che le premesse fossero buone ma poi nei pezzi che seguono è venuta meno la forza di Rituale. Tra le canzoni migliori c`è Terminal la terza traccia, nonché il primo singolo, un imperativo al non perdere tempo e di assorbire ogni momento di solitudine, gli unici attimi in cui ci si può sentire sé stessi. La versione chitarra e voce, che è la traccia fantasma del disco, è davvero bellissima. Luce di Frontiera mi riporta alla forza del primo pezzo così come l`ultima traccia, Verso Nord, “È un sogno, passerà la febbre o vestiti, Usciamo a riveder le stelle”.

Nel complesso Indiana non mi ha entusiasmata fino in fondo, forse mi aspettavo di trovare più contaminazioni ma stringi stringi è un album che non presenta molte novità, è molto cantautorale ma alla fine anche i testi ti raccontano sempre le stesse cose e a volte paiono scontati.

 

 

 

 

Track List

  • Rituale
  • Ladum
  • Terminal
  • Luce di Frontiera
  • Si piange mai
  • Sogni lucidi
  • La casa di fronte
  • Deserto Vivo
  • Stelle identiche
  • Awona wilona song
  • Da qualche parte
  • Labirinti immaginari
  • Verso Nord
  • Terminal (ripresa)

Concerti Dulcamara

  • Dulcamara @ Circolo Magnolia Segrate

    27Maggio