Astor Piazzolla
Classica − Musica da camera − tango argentino

Duettango

Astor Piazzolla

2017 - fonè / IRD
06/03/2017 - di
A 25 anni oggi dalla sua morte, Astor Piazzolla, uno dei musicisti più rivoluzionari del secolo passato, continua a essere linfa per una batteria di giovani musicisti per i quali il suo nuevo tango non è altro che il tango tout court coi suoi elementi adesso tradizionali ma al tempo di rottura totale di una storia considerata sacra, a partire dalla volontà di scrollarsi di dosso il profilo di accompagnamento di una danza per essere a tutti gli effetti una musica degna di essere autonomamente eseguita nelle sale da concerto,

Nel nostro Paese, dal 2008 la malinconica poesia del Gato, tanto per citare uno dei nom de plume del musicista di Mar del Plata, ha preso la calle dei Duettango, progetto nato dall’iniziativa del pianista e direttore d’orchestra Filippo Arlia e che nella formazione odierna vede al bandoneon Cesare Chiacchiaretta, tra l’altro anche docente di fisarmonica al Conservatorio di Lecce.

Il duo, che ha sulle spalle qualcosa come oltre trecento concerti in tutto il mondo, ha da poco fatto uscire Astor Piazzolla, un disco per il quale l’ensamble è arricchito dal nobile violino di Fernando Suarez Paz (membro proprio di quel Quinteto Nuevo Tango messo su da Piazzolla) e dalla voce di sua figlia Cecilia.

Dodici esecuzioni che danno luce allo spirito più romantico e dolente di Piazzolla.  Ascoltiamo il lirismo puro della celeberrima Milonga del angel, qui proposta in tutta la sua capacità espressiva di uncinarsi allo stomaco; il virtuosismo di Escualo, che venne dedicato dal Maestro proprio al “suo” Suarez Paz con cui si divertiva a incrociare i due strumenti in furiose esecuzioni del pezzo; il velo di Oblivion, al tempo colonna sonora dell’Enrico IV di Bellocchio; Poema valseado,  l’aria cantata e recitata tratta dall’opera Maria di Buenos Aires con libretto di Horacio Ferrer (“dalla fisarmonica sento l’arcangelo del postribolo fraseggiare il suo accordo canaglia a sette voci, che sono sempre la mia”); quella Adiós Nonino, probabilmente con Libertango e Vuelvo al sur (qui assenti) la composizione più celebre di Piazzolla, toccante lamento sonoro atto di amore e riconoscenza verso il padre don Vicente, morto mentre il figlio stava suonando per altre strade del Latinoamerica.

Una scelta chiaramente diretta a evocare lo spirito più intimo di Piazzolla, autore accreditato di quasi tremila composizioni, senza troppo basarsi sulle dissonanze al tempo considerate eccessivamente avanguardistiche. Se passate la licenza, siamo al Piazzolla più writer and teller, magnificamente esaltato dall’intesa e dall’alchimia prodottesi tra i quattro musicisti i cui strumenti dialogano diventando un’unica fonte sonora nella creazione nuova di quelle atmosfere uggiose e di “spleen del alma” con cui il compositore seppe permeare il fascino maledetto della sua arte.

Come spiega nelle note introduttive Arlia, la spinta a creare il duo è nata dalla sfida di far dialogare due strumenti (pianoforte e bandoneon) che nella letteratura di Piazzolla sono sempre state parti di un sestetto o al massimo di un quartetto, col primo a far poco più che tappezzeria e quello in mano al Maestro a cercare quasi esclusivamente il violino. Sfida più che vinta. Arlia e Chiacchiaretta, rimodellano quel tango in una trascrizione che incrocia il lirismo del piano e le atmosfere struggenti del bandoneon (i punti più alti del dialogo a due sono le magnifiche esecuzioni di Milonga del angel e Primavera portena) e creando percorsi sonori insieme al violino e alla calda voce umana in un risultato cameristico sensuale, sofisticato, sofferto, di corazón sangrante, che ci restituisce così vivido il “pensiero triste che si balla”, come Piazzolla soleva definire il tango.

Corrado Ori Tanzi lo trovi anche su:


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Track List

  • Poema valseado
  • Primavera portena
  • Milonga del angel
  • Milonga del anunciación
  • Adios nonino
  • Oblivion
  • Escualo
  • Tanguedia
  • La muerte del angel
  • Michelangelo ‘70
  • Violentango
  • Los arboles y las chimeneas