Abu Nawas Rhapsody<small></small>
− Jazz, Etnico

Dhafer Youssef

Abu Nawas Rhapsody

2010 - Dhafer Youssef
07/04/2010 - di
Dhafer Youssef è un musicista tunisino che dalla fine degli anni ’90 si distingue per il suo ruolo di tramite tra la musica della sua terra e quella occidentale. Specialista dell’oud, liuto tunisino diffuso nelle moderne contaminazioni tra jazz ed etnica, Dhafer ha sempre proposto una musica a cavallo tra le sue origini e la sua esperienza internazionale. Il titolo è già di per sé programmatico: rapsodia è sintomo di libertà e di raffinatezza, Abu Nawas fu un poeta antico presente anche nelle Mille e una Notte e lasciò in eredità una poetica elegante, libera e a tratti libertina: un inno di tolleranza che sarebbe bene recuperare nella sua integrità. Se a questi spunti uniamo la multietnia dei musicisti (pianista armeno, bassista canadese e batterista di New York) è evidente che ci dobbiamo aspettare una miscela ad alto potenziale culturale prima ancora che musicale. Il disco non tradisce queste aspettative proponendo trame europee, afro americane e mediorientali talmente intrecciate da non potere essere isolate le une dalle altre. Predomina un contrappunto tra pianismo quasi classico e vocalismo mantrico, che dà raffinatezza culturale ad un canto etnico marcato ma non invasivo, tribale ma non esasperato, come in ´Sacré´, ´Sura´ e ´Profane´. Le tessiture sono quasi da notturno minimalista, a ritmo lento come la regola del recital arabo impone; l’oud disegna arpeggi ben al di sopra di una matrice folk (´Shaouk´ e ´Shata´) e a tratti é interessante recepire passaggi mediterranei, quasi spagnoli (Interl’oud), che dimostrano il fattore comune di molta musica d’arte della storia mediterranea. I continuum dal gusto europeo (primi tre brani) ad una verve da Mille e Una Notte (Odd Elegy, forse uno dei brani più rappresentativi) sono naturali, privi di discontinuità anche quando intervengono momenti jazzati empatici ad un canto tutto orientale. ´In The Name Of Love´ è un vocalismo quasi psichedelico dedicato al tema dell’amore fisico e spirituale, semplice ma importante mentre ´Sabaa´ libera ritmi più afroamericani. Lavoro di rilievo per il sincretismo tra diverse influenze, la grazia musicale e l’accessibilità all’ascolto; ´fusion´ è un termine inflazionato, frainteso e ormai usurato, ma questo lavoro gli conferisce un ben preciso senso da tempi moderni con l’auspicio che queste integrazioni non restino solo a livello musicale.

Track List

  • Sacrè "The Wine Ode Suite"
  • Les Ondes Orientales
  • Khamsa "The Khamriyyat of Abu Nuwas"
  • Interl´oud
  • Odd Elegy
  • Ya Hobb "In The Name Of Love"
  • Shaouk
  • Shata "Shatahat"
  • Mudamatan "The Wine Ode Suite"
  • Sabaa "Hayastan Dance"
  • Sura
  • Profane "The Wine Ode Suite"