Non c’è due senza te
Emergenti

Dente

Non c’è due senza te

2007 - Jestrai Records
18/04/2007 - di Alfonso Fanizza

Track List

  • Canzone di non amore|
  • Baby building|
  • La battaglia delle bande|
  • Dxg|
  • La fine del mondo|
  • Canzone pop|
  • Stella|
  • La presunta cecità di Irene|
  • 28 agosto|
  • Diecicentomille|
  • Oceano|
  • Scanto di sirene|
  • Chiedo
C’è un qualcosa di singolare, oserei dire di magnetico, nelle composizioni che il neo cantautore Dente presenta nel suo disco d’esordio, “Non c’è due senza te”, rendendolo uno tra i più interessanti pubblicati a livello di emergenti nella prima metà del 2007.
Melodie tristi e malinconiche coadiuvate da un cantato carismatico ed ammaliante mettono in mostra un modo di fare musica semplice e minimale che richiama nelle sonorità il cantautorato anni ’70 di un giovanissimo De Gregori (quello di “Alice non lo sa” per intenderci, ndr) o nelle sensazioni l’inquietudine tipica dei loser americani anni ’90 (come Elliott Smith).
Dente, all’anagrafe Giuseppe Peveri, nasce, artisticamente parlando, all’età di 18 anni subito dopo aver dato l’esame di maturità (per sua stessa ammissione, ndr). Una volta impugnata la “sei corde” ha iniziato con essa un connubio che lo ha portato ad intraprendere una strada che passando prima dai QUIC (come chitarrista) e successivamente dai La Spina, gruppo di cui fa ancora parte e con il quale vanta due album all’attivo, giunge sino ai giorni nostri con l’esordio da solista.
“Non c’è due senza te” consta di tredici ballate acustiche intime e personali nei quali il cantautore emiliano trova il coraggio di parlare, raccontare di sè e della sua vita attraverso le canzoni, un modo come un altro per sfogarsi ed esprimere ciò che normalmente non riesce a dire a voce. I testi impregnati di un inteso significato valorizzano il potere evocativo di parole sinceramente nostalgiche sospese in contesti emozionali in cui è facile trovare qualcosa di personale.
Un album decisamente intrigante dai chiari contorni acustici tendenti sul filone indie-pop che trovano la loro migliore forma in canzoni come “Canzone di non amore”, “La battaglia delle bande”, “La fine del mondo” e “28 agosto”. Dalle attitudini più elettro-acustiche troviamo invece brani come “Dxg”, “Canzone pop” e la title-track. Inoltre non è da disdegnare nemmeno una breve immersione nelle timbriche lo-fi come avviene nella traccia conclusiva “Chiedo”.
Rivolgendo lo sguardo al futuro, alcuni annoverano Dente come uno tra i probabili rappresentanti della canzone d’autore italiana. Il cantautore le carte in regola le ha tutte, ma non rimane che aspettare e vedere.

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