27/10/2011 | di Gianmario Ferrario
David Philips è un cantautore-chitarrista britannico di pop-folk-blues, all’attivo nel mondo della musica sin da giovanissimo. Prima di intraprendere la carriera solista ha collaborato con moltissimi artisti del taglio di Brian Jackson (Gil Scott-Heron, Kool and the Gang), Alvin Youngblood Heart, Charlie Wood (Albert King); parallelamente ha composto alcune colonne sonore per spot televisivi di grandi marchi come Wolkswagen, Audi, Honda, poi la svolta solista, iniziata con il suo trasferimento in Spagna all’età di 24 anni.
Il ragazzo si sa muovere e ha le idee chiare, e non solo scrive belle canzoni, ma si prende cura anche di tutta la parte produttiva, dalla registrazione al mixing, lasciando solo il master in mano agli addetti ai lavori. Già dall’esordio, Heal Yourself Alone (2010), la volontà di produrre interamente se stesso è ben accolta, oltreché dal pubblico, dalle radio inglesi (BBC considera l’album un capolavoro) e, in effetti, la professionalità del lavoro proposto è indiscutibile.
Nel suo primo album aveva adottato una scrittura semplice, ricca di ritornelli pop e melodie spensierate; con The Rooftop Recordings, il buon Philips ci regala la profondità tipica del Solitary Man, concedendosi ad una track-list ricca di momenti un po’ romantici e altrettanto nostalgici, con qualche bella virata verso il blues orientato alle radici. La splendida Help Me to Forget sembra un omaggio ai vecchi padri del Delta, concepita sul giocoso fraseggio di chitarra all’unisono con la voce. E che dire di You Didn’t Make Me? La voce della sua Dobro in sfondo ci proietta dentro qualche prateria Americana ed è capace di fermare il tempo vista la magnetica attenzione che riversa su di essa. Il chitarrista non scherza e riesce a fare anche il gioco duro con What Am I?, ma, sicuramente, la prima cosa che vi colpirà del suo stile sarà la sua voce calda e morbida, tanto il colore che esprime con dialettica del soul.
David Philips è da conoscere. Viene paragonato a molti altri artisti, ed è chiaro che chi fa questo genere ha per forza delle influenze obbligate. Certamente se vi piace Ray La Montagne o Piers Faccini qui troverete musica per le vostre orecchie, ma diffidate dai confronti, questo musicista ha molto talento quanto quelli che gli avvicinano. The Rooftop Recordings è una bella scoperta di quest’anno e credo sia destinata a durare nel tempo, viste le risorse di questo artista.
Track List: