Dave Matthews Band - Busted stuff

Dave Matthews Band

Busted stuff

2002 - BMG

28/10/2002  |  di Christian Verzeletti

Dopo "Everyday", il rischio era che la Dave Matthews Band continuasse sulla strada intrapresa con Glen Ballard, percorsa da chitarre elettriche e suoni ridondanti. In molti avevano auspicato il ritorno di Steve Lillywhite e la pubblicazione delle sessions di "Grey street", che solo Napster era stato in grado di farci ascoltare poco prima della sua lapidazione.
Ora Dave Matthews e compagni hanno messo in cabina di regia Stephen Harris, tentando di disintossicarsi dalla cura Ballard e di riavvicinarsi al loro suono originario. "Busted stuff" non è né l´una né l´altra cosa e, se da una parte questo è un pregio, indice di ritrovati stimoli, dall´altra è anche un limite: il disco ripropone alcune delle canzoni elaborate a suo tempo con Lillywhite, ma manca dei ritmi sincopati, delle attitudini alla jam e delle inflessioni arabe che speziavano la musica della DMB.
Così alcune dei brani di "Busted stuff" ("roba andata a male") non superano la media e i rimanenti hanno poche possibilità di finire in un ipotetico greatest hits. Eppure l´album dà qualche risultato più che confortante: il fatto che il suono della band non sia esuberante e che gli strumenti non spingano in continuazione, può essere il segnale di una nuova via, basata su un suono più discreto.
Tentare di recuperare invano le progressioni tumultuose dei dischi precedenti o adagiarsi su docili ballate pop, porta in alcuni episodi un suono inconcludente a cui rimane ben poco da dire. Meglio quando la band centellina gli interventi a favore della voce di Dave Matthews: ad un primo ascolto potrebbe sembrare che il violino di Boyd Tinsley e il sassofono di Leroi Moore giochino al risparmio, limitandosi a riempire piccoli spazi, invece è proprio in questi anfratti che si trovano a lavorare sempre più di fino. Una ballata come "Digging a ditch" è esemplare di questo atteggiamento, fatto di saliscendi più che di impennate, di richieste più che di entrate a sorpresa.
Anche quando si lancia in atipici r&b, che un tempo erano l´occasione per possenti improvvisazioni da un genere all´altro, la DMB mantiene ora una certa introspezione: "Big eyed fish" e "Bartender" sono ballate sode, che evitano di esplodere, allo stesso modo dello strumentale "Kit kat jam", che preferisce saltare in punta di piedi sui rintocchi del violino, piuttosto che diventare una lunga cavalcata.
La scelta si rivela azzeccata e solidale con l´umore delle canzoni, centrate ancora su alcol, solitudine e su un disorientamento personale, che a quanto pare attanaglia ancora Dave Matthews.
Non sarà "Busted stuff" a garantire una migliore distribuzione in Italia alla DMB (negli USA il disco è uscito da mesi), anche perché la band deve imparare ad ottenere il meglio dal nuovo registro: affiora ancora un pizzico di nostalgia per il passato, ma, una volta fatti gli scongiuri per altri cambi alla produzione, il tempo dovrebbe consegnarci una Dave Matthews Band meno eclatante e più matura.


Discografia:

REMEMBER TWO THINGS 1993, BAMA RAG RECORDS
UNDER THE TABLE AND DREAMING 1994, BMG
CRASH 1996, BMG
LIVE AT RED ROCKS, 8.15.95 1997, BMG
BEFORE THESE CROWDED STREETS 1998, BMG
LIVE AT THE LUTHER COLLEGE 1999, BMG
LISTENER SUPPORTED 1999, BMG
EVERYDAY 2001, BMG
LIVE IN CHICAGO 12.19.98 2001, BMG / RCA
BUSTED STUFF 2002, BMG


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Track List:

  • Busted Stuff|
  • Grey Street|
  • Where Are You Going|
  • You Never Know|
  • Captain|
  • Raven|
  • Grace Is Gone|
  • Kit Kat Jam|
  • Digging A Ditch|
  • Big Eyed-Fish|
  • Bartender

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