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Elettronica

Dani Siciliano

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2004 - K7!/Audioglobe
21/03/2004 - di
Lui, Matthew Herbert, uno dei compositori più geniali e goliardici dell’elettronica contemporanea, di cui è anche teorico (ha scritto e sottoscritto il PCCOM, una sorta di Dogma alla Von Trier). Lei, Dani Siciliano, sua compagna, musa ispiratrice e collaboratrice. Con uno stile particolarissimo in bilico tra eleganza controllata e sensualità che si sprigiona, gli ha donato più volte la sua voce così morbidamente soul da fare impazzire, nonché i “suoni” prodotti dal suo longilineo corpo (fluidi organici, starnuti e altro) squisitamente campionati, jazzati, ionizzati da Herbert stesso nell’album “Bodily Functions”.
Ora Dani arriva da sola, in punta di piedi e facendo l’occhiolino al marito (secondo fantomatiche cronache rosa), direttamente dal suo studio di registrazione domestico, e ci regala “Likes…”, suo primo album da solista. Tinte pastello … cromate di metallo, ed ecco il suo tocco inconfondibile: incisività delicata, sensualità e minimalismo, sempre a lambire il limite ineffabile tra il calore del corpo e la freddezza delle astrazioni elettroniche. Glitch pop è la formula, cioè click elettronici minimali; movimenti brevi e sovrapposti; battuta secca, schioccante e leggera; aperture lievemente cinematiche date dagli arrangiamenti strumentali e una semplicità da canzone pop studiata con intelligenza. Il tutto reso più ammiccante da effusioni new jazzy.
Poche parole, sparse per l’album e per lo più sussurrate all’orecchio, tra il detto e il non detto: “You don’t look the same, your smile is not the same”, e i sospiri e la voce si sovrappongono strato dopo strato sulle percussioni cliccanti di “Same”, suite di minimal house lunga quasi 10 minuti, che si avviluppa in circolarità avvolgenti tra gli archi e i fiati. Ascoltate “Come as you are”, e vi chiedete se c’entra qualcosa coi Nirvana, poi vi accorgete che sì è proprio quella- per lo meno il testo è quello - ma è totalmente reintrerpretata anche a livello melodico da una fluidità tutta femminile e un andamento jazz felpato da gatta-sul-tetto-che-scotta. “Walk the line”, è un electro-rap giocato sugli ammonimenti di lei che qui tira fuori un timbro tanto metallico e nasale da risultare impertinente e irresistibile, come si trattasse di una sexy cyber che vorreste letteralmente fare uscire dal disco, per capire cos’è e poterla avere...davanti. Ma Dani è ciò che per eccellenza sfugge, dietro le modulazioni di una sola corda in “One String”, fatta vibrare in ogni direzione possibile sull’oscillatore a ricordarci che Herbert è sempre li…dietro le quinte. Poi il pezzo migliore dell’album: “All the above”, duetto di sovrapposizioni tra voce femminile e maschile (Ornelias Mugison) che parte coi consueti glitch e click e arriva a riempire di calore l’indeterminatezza delle parole in una ballata intima dal sapore familiare: merito degli inserimenti deliziosi della fisarmonica tra i tintinnii. “Red” è un motivetto giocoso e si fa seguire trotterellando dietro le percussioni come schiocchi di dita e il clarinetto suonato da Dani, come fosse una versione femminile del pifferaio magico.
E l’album procede così, curato, carezzevole, sottile, raffinato, ma tanto inafferrabile da non essere raggiunto mai pienamente. Costantemente in bilico tra il vuoto e il pieno, tra il significativo e il non-sense studiato, come certi rompicapi, come quegli eleganti oggetti/passatempi metallici con le palline che si mettono sulla scrivania…a tratti in qualche modo ipnotici, quando si cerca di capire come funzionano e a cosa servono, a tratti snervanti, alla fine squisitamente non indispensabili.
Album che non lascia il segno, e non travolge; non vi possiede e non si fa possedere, ma va sorseggiato a poco a poco, perché trovi piano confidenza, si denudi, e sveli tra le sue pieghe nervose piccole sorprese…ogni volta di più.

Track List

  • SAME|
  • COME AS YOU ARE|
  • CANES & TRAINS|
  • WALK THE LINE|
  • ONE STRING|
  • ALL THE ABOVE|
  • EXTRA ORDINARY|
  • SHE SAY CLICHÉ’|
  • RED|
  • COLLABORATION|
  • REMEMBER TO FORGET