Concerto Musicale Ambaradan - ... A Conduzione Familiare

Concerto Musicale Ambaradan

... A Conduzione Familiare

2009 - Rara

22/04/2009  |  di Gianni Zuretti

Volendo giocare con le parole è proprio il caso di dire che in questo lavoro dei CMA non vi è traccia di alcun ambaradan (termine mutuato dalla campagna coloniale africana di sciagurata memoria che sta a significare “situazione disordinata e caotica”) come pure nulla è dato al caso dell’improvvisazione, spesso una tipica caratteristica di attività un po’ naif caratteristiche della cosiddetta “conduzione familiare”, semmai qui si ritrovano il gusto ed i sapori tipici della grande tradizione della musica popolare italiana, proprio come in una trattoria a conduzione familiare ma dove lo chef è un professionista; ciò va detto per sottolineare che l’album in questione è un prodotto a valore intrinseco alto, infatti, i sei musicisti marchigiani-guidati dall’ottimo Alessandro Menghi (voce ed autore dei brani), aiutati dalle ospitate di Sandro “Gang” Severini e di Michele Ascolese alle chitarre e di Francesco Savoretti alle percussioni-ci propongono dodici piccole gemme che stanno in quel filone della canzone d’autore che ha in De Andrè, PFM i riferimenti stilistici, è altresì doveroso sottolineare che il Concerto Musicale Ambaradan vive di luce propria ed ha realizzato un disco caratterizzato da belle canzoni e parti strumentali acustiche di grande pregio, per tutte vorrei citare l’ottimo lavoro alla fisa di Christian Riganelli, alla chitarra e mandolino di Paolo Galassi e al flauto di Antonio Felicioli. Dicevo di momenti di grande musicalità intrisi di autentica poesia in particolare se ripenso a “l’amico con gli stivali”-seconda classificata a Musicultura 2007(ex Recanati)-dedicata all’amico Gegè che non c’è più, oppure ai ritmi in levare di quel delizioso bozzetto che è “Nina mia”, entrambe le canzoni cantate in dialetto marchigiano, ottimo esempio di fusione tra musica popolare, jazz e canzone d’autore. Come non lasciarsi accarezzare dalla bellezza di “la mia piccola luna” con un assolo capolavoro alla chitarra di Ascolese?. Ogni volta che mi ritrovo tra le mani questi piccoli scrigni di gusto ed eleganza stilistica e formale, provenienti da luoghi lontani rispetto alle sedi tradizionali del potere musicale, mi scatta lo stupore e la conseguente affermazione: ma quant’è ricca l’italica provincia! Forse vale la pena di lasciarsi travolgere dalla forza centrifuga e migrare ai margini della sottocultura metropolitana.


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