Colapesce - Un meraviglioso declino

Colapesce

Un meraviglioso declino

2012 - 42 records

Emergenti Songwriting

08/02/2012  |  di Annalisa Pruiti Ciarello

Un meraviglioso declino fa rima con il meraviglioso esordio (che poi esordio non è) di Colapesce. Prima fatica per il cantautore siciliano, ex leader degli Albano Power, al secolo Lorenzo Urciullo, che s'era già fatto notare con l'omonimo EP, e un anno fa girava l'Italia in poco più di un mese, accompagnato da Alessandro Raina (Amor Fou), con il progetto Santiago.

Ci aveva già anticipato ciò che sarebbe stato quest'album con il singolo S'illumina: ipnotico viaggio dentro lo scatolone dei ricordi, una valigia fatta di emozioni e di oggetti concreti.
Essenziale quanto esistenziale, il tortuoso percorso della vita riassunto in tredici tracce, è un concentrato di quotidianità, avvolta nell'ovatta della poesia.
Un nome, quello di Colapesce, preso in prestito dalla leggenda che affonda le radici nella terra natia dell'autore siracusano. E c'è la sua terra e il suo calore in Un meraviglioso declino, i panorami visibili dalle finestre aperte sul mondo, di intricate strade e di storie che profumano di panni stesi al sole.

Una sobria ballata in apertura dell'album: Restiamo in casa è l'essenziale riassunto di lotte domestiche, tra alti e bassi, e la dolcezza della marmellata. Semplicità e un sound nostalgico in Satellite. Colapesce si arma di fantasia, e con un pennello di note dipinge vedute, spiagge semideserte immerse nell'atmosfera tiepida primaverile, e poi uno sguardo al cielo, a quella luna che si spoglia della sua veste simbolica e misteriosa, per mostrarsi all'uomo come un semplice satellite bianco, come un faro in mezzo al cielo nero.

È pop questo lavoro, ma mai nauseante ed appiccicoso, è piacevole ed orecchiale, godibile e assuefante. Non mancano riferimenti alla scena pop rock contemporanea internazionale, citazioni alla Fleet Foxes e Wilco. C'è spazio per i rumori e i suoni grezzi, più spigolosa è infatti La zona rossa.
Un romanticismo sottomesso dalla cruda realtà, un poetico realismo ed una voce eterea e senza tempo, d'una infinita dolcezza, cristallizzata tra le parole scelte con cura, limate e sussurrate a denti stretti, cantate piano per non svegliare i bambini.

Oasi è un surreale viaggio nelle viscere della Sicilia, su un'autostrada che sembra un drago: Lorenzo è alla ricerca di una pausa. È di Bogotà, il compito di sigillare l'album, almeno fino all'ennesimo Play. É una commovente composizione ermetica che riporta in vita lo scomparso Battisti, è una criptica chanson, che “profuma di piante annaffiate, di cuoio e di carne montana”.

Un meraviglioso declino è il viaggio in discesa verso l'ignoto, ma ad accompagnarci ci sono le splendide melodie di Colapesce, frutto di una meticolosa ricerca musicale. Il disco è stato prodotto da Giacomo Fiorenza (Moltheni, Paolo Benvegnù) e ospita i cammei di Alessandro Raina e Sara Mazo (ex voce degli Scisma).

Tredici tracce attraversate da un unico filo conduttore: lo spensierato intimismo, tranne nel brano I barbari, in cui Colapesce, si fa carico di problemi sociali in una semplice critica disinteressata all'alta borghesia. Basterebbe La distruzione di un amore a riassumere i contenuti di questo splendido album, incoerente e metaforico, nostalgico quanto malinconico nel sound e nei testi, sintesi della dicotomia del bene e del male: piccole zone d'ombra e tanta luce.

 


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Track List:

  • RESTIAMO IN CASA
  • SATELLITE
  • LA ZONA ROSSA
  • UN GIORNO DI FESTA
  • OASI
  • LE FOGLIE APPESE
  • QUANDO TUTTO DIVENTò BLU
  • I BARBARI
  • LA DISTRUZIONE DI UN AMORE
  • SOTTOTITOLI
  • S'ILLUMINA
  • IL MATTINO DEI MORTI VIVENTI
  • BOGOTà

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