Saltworks
Italiana − Folk Rock

Claudio Conti

Saltworks

2017 - Seahorse Recordings/Audioglobe
16/03/2017 - di
 Claudio Conti ci porta buone notizie dalla Sardegna, sua terra d`origine, isola ricordata poche volte in ambito musicale ma che talvolta sa regalarci belle sorprese. Se questo Saltworks rappresenta il suo esordio come solista non è però la sua prima esperienza in ambito discografico visto che già al suo attivo due ep, il primo risalente al 2008 (Handmaids Skim The Marble).

Al pari dell`amico Davide Sgualdini rappresenta la seconda metà dei cagliaritani Magic Salad, interessantissimo duo che nel 2014 ha messo in circolazione l`opera prima denominata Every Forest has its Shadow, disco di netta ispirazione folk rock, talvolta R.E.M oriented e leggermente psichedelico.
Qui era lo stesso Claudio Conti a firmare le 16 tracce lasciando a Sgualdini i compiti di missaggio e produzione.
Con lo stesso Davide più una nutrita e folta schiera di musicisti fra i quali Matteo Desogus, chitarra, Marco Ammar, basso, Andrea Morelli al sax e Carlotta Dello Jacono ha messo insieme una formazione di tutto rispetto per il suo sospirato debutto chiamato Saltworks, uscito per la Seahorse e  prodotto da Conti stesso. L`inizio delle registrazioni risale addirittura al 2013 mentre negli anni successivi il songwriter sardo  si è fatto le ossa  girovagando fra gli Usa (Los Angeles e Chicago) ed i pub della londinese Camden Town e perfezionando allo stesso tempo il suo inglese.

Le tracce qui racchiuse sono in massima parte ballate malinconiche, con  appena  un leggero velo di psichedelia, solo accennata però. Ed a proposito di psichedelia l`ascolto del disco evidenzia che molti pezzi avrebbero avuto una perfetta collocazione in quell`antologia magnifica che fu A Splash of Colours, uscita nel lontano 1981 per la Wea e che conteneva gruppi come i Barracudas, The Times e gli splendidi Mood Six che si elevavano sul resto dei concorrenti in virtù di due canzoni stupende come Just like a cream e la mirabile Plastic Flowers.

Se volete trovare un aggancio con Claudio Conti fate allora riferimento a quelle sonorità, acide ma non troppo con quella voce disincantata che rimanda a certi singer dei sixties britannici.
L`opener Veiled Sun è perfetto per questa definizione, il giusto inizio up tempo di un lungo viaggio ricco di molte tappe.
Le arie incantate di Nestled Feelings, Fallen Leaves, An Apology to Planet Earth e la stessa Song of love and Karma rimandano direttamente a Michael Stipe ed ai R.E.M dei primi tre dischi al netto delle chitarre scintillanti dei prodigiosi georgiani.
Altrove troviamo i tempi esageratamente slow dell`eterea High Above, poi Nothing is behind you dove fa capolino il sax di Andrea Morelli che colora anche Saffron Sinless Sky, canzone che a quanto pare riveste importanza per Claudio visto che l`ha scelta per il video ufficiale.
A fine corsa affiora una certa stanchezza di fondo dovuta alla uniformità delle canzoni, forse 14 sono anche troppe ed a una minore godibilità totale rispetto al disco dei Magic Salad.
Saltworks è un buon punto di partenza e trattandosi dell`esordio è lecito aspettarsi da Claudio Conti nuove sorprese nei dischi a venire visto che la facilità di scrittura non li fa certo difetto.

 

Track List

  • Veiled Sun
  • All Will Be Well Soon
  • Nestled Feelings
  • Saffron Sinless Sky
  • Rilke
  • Fallen Leaves
  • High Above
  • An Apology To Planet Earth
  • Stars Inspire
  • Underneath The Moon
  • Song Of Love And Karma
  • Nothing Is Beyond You
  • A Dying Kiss
  • Isles