Circolo Vizioso Della Farfalla - Circolo vizioso della farfalla

Circolo Vizioso Della Farfalla

Circolo vizioso della farfalla

2008 - Self

Emergenti

01/03/2009  |  di Arianna Marsico

Per prima cosa consiglio vivamente di andare a sentire i loro concerti (dove troverete il demo in questione) perché i ragazzi con gli strumenti ci sanno davvero fare e dal vivo i pezzi esprimono appieno il proprio potenziale. E’ un settetto molisano-ciociaro che oltre alla basilare triade chitarra basso batteria non si fa mancare percussioni tromba e trombone: il risultato è uno ska venato di jazz, con testi mai banali in bilico tra Capossela e Stefano Rosso.
“Il ballo di San Vito” di Vinicio si sente nell’avvio con “Non c’è droga”, con testo surreale ed ironico sulla propria condizione stralunata ( “scusate non sto bene ho strani rumori nella testa”) e ritmo scoppiettante. Si rallenta con “Salita v.Cuoco”, in cui i fiati sottolineano la malinconia di chi, “senza dire una parola” si chiede “ cosa facciamo qui stasera?”, di amanti stanchi che non hanno il coraggio di dire fine. Ma ecco che di nuovo viene pigiato l’acceleratore con “Canzone del folletto”, ironica presentazione del gruppo, “romantici poeti in cerca di emozioni”a cui basta “vino rosso e vino buono” per essere felici. Ed emerge quello che è il principale intento del gruppo, ossia, per usare le parole di Giovanni Lindo Ferretti all’inizio di “Io sto bene”: “A noi piace un casino confondere le idee però ci piacerebbe molto di più farvi ballare, ve lo garantisco”. Si prosegue con ritmi sostenuti con “Il fantasma del rhum”, testo quasi da gag comica, dove il nostro eroe, dopo un’abbondante bevuta, non può far a me di pensare a lei “bella e innamorata…sì ma non di me”. E la musica sottolinea i movimenti di questo immaginario personaggio che cammina e delira in cerca di spiegazioni dal fantasma del rhum. Finale romantico con “Senza titolo”, elegia di un amore che non si vuole finito, perché non si vuole altro che baciarsi “come quando nient’altro contava”. L’atmosfera è delicata e rarefatta, percussioni e fiati sembrano evidenziare il ticchettare dell’orologio che scandisce giornate in cui prevale la noia generata dall’assenza.
Insomma un buon esordio, ricco di riferimenti ed al contempo di ricerca personale, che, ribadisco, merita un ascolto dal vivo.


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Track List:

  • Non c’è droga|
  • Salita v.Cuoco|
  • Canzone del folletto|
  • Il fantasma del rhum |
  • Senza titolo

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