10/01/2012 | di Paolo Ronchetti
Siamo alle solite. Quelli della Dap-Tone hanno trovato uno splendido giovanotto ultrasessantenne appassionato di soul, rnb, funk e tramite la loro Dunham l’hanno messo sotto contratto. Charles Bradley classe 1948 - vita avventurosa e amore per il rnb da quando a quattordici anni (1962) vide James Brown all’Apollo - firma un salto indietro negli anni ‘60 che, quasi, non fa rimpiangere una nota di quella dei mostri sacri. Come sempre la differenza tra l’inutile revival e il bel disco sta nella cura dei particolari e nella convinzione. Questo No Time For Dreaming, grazie anche alla maestria del team produttivo Dap-Tone e alla Menahan Street Band (l’house band degli studios Dap-Tone!), riesce nel miracolo di far suonare questa musica attualissima. I nomi/numi tutelari sono sempre gli stessi: James Brown, Otis, Joe Tex e tutti quelli che conoscete e volete anche voi.
Tra ballate soul e tirati RnB il disco si fa sentire sempre con piacere con una band classica per il genere (batteria, basso, chitarra piano/organo più sezione fiati e cori in cui si sente spesso svettare la voce della grandissima Sharon Jones) dalla ritmica potente ma capace anche di dolcezza e ricercatezza.
Unico brano di stacco, e in cui s’intravvede una qualche forma di contemporaneità, è il morbido strumentale, quasi alla Styile Council, Since Our Last Goodbye. Per il resto segnalo il singolo di apertura The World (Is Going Up In Flames); la sensuale Telephone Song; la dolce Lovin You Baby; il funk tirato della title track No Time For Dreaming; le intensissime ballate alla James Brown How Long e In You Found Love; il soul intenso di Why Is It So Hard e la conclusiva bella ballata soul alla Otis Redding Heartaches And Pain.
La maggior parte dei brani porta la firma di Bradley e questo è sicuramente un bene; la produzione è nelle mani sicure e analogiche di Thomas Brenneck – musicista e produttore già dietro e davanti al banco con Dapt King, Budos Band e Sharon Jones - e il risultato si sente!
Track List: