Una mia distrazione +2<small></small>
Italiana − Canzone d`autore

Cesare Malfatti

Una mia distrazione +2

2014 - Adesiva
19/06/2014 - di
Se il suo nome gira nel nostro paese da almeno un ventennio alla fine, ci sarà un perché. Cesare Malfatti è un pioniere della musica alternativa italiana e bastano tre nomi per fermarci a riflettere ancor prima di ascoltare il disco: Afterhours, La Crus, Amor Fou. Tutte esperienze che non hanno bisogno di presentazione. Una distrazione o una serie di coincidenze hanno fatto sì che questo lavoro si formasse da solo (come lui stesso dichiara). Un happening di arte è stato la scintilla per dare vita al primo embrione di una collaborazione che alla fine ha visto coinvolto molte personalità e diversi contributi per una sorta di collettivo virtuale. Da Antonio Zambrini a Riccardo Frisari, da Matteo Zucconi a Vincenzo Di Silvestro e Stefania Giarlotta, passando il tutto per la scrittura a quattro mani con Vincenzo Costantino Cinaski. Non a caso il titolo sembra suggerire un’altra storia, un mondo a parte. Un rifugio dell’anima, un confessionale artigianale dell’io e della coppia.

Così, uno dopo l’altro i pezzi fluiscono dolcemente come fossero acque di montagna. Sì, perché ciò che induce questo suono pieno di grazia è una sensazione di protezione e di gioia abbozzata. Vaporoso, avvolgente e delicatamente oscuro il suono dalle contaminazioni un po’ jazzy e un po’ elettroniche funzionerebbe alla grande come sfondo musicale in una serata da club o in quelle ambientazioni notturne a metà tra il privè e il piano bar. Una certa aria sensuale e malinconica viene solo marginalmente soffocata da impennate avant-garde, dove i tratteggi sperimentali inacidiscono quel tanto che basta le soluzioni evocative di un jazz imbastardito, ma sempre capace di rimescolare miracolosamente nelle nebbie della memoria. Se Per noi sembra tradurre in bit e free jazz dei tipici passi da tango con tutta la loro carica carnale, passando da sfocate ballad noir a gradevoli accenni swing, con la doppietta Andare via e Siamo soli insieme si arriva a mettere a nudo la propria coscienza di coppia. Un pianoforte in primo piano la fa da padrone scandendo tra un forse e un sì le tipiche incertezze di un rapporto a due maturo, navigato e consumato dal tempo.

Probabilmente un po’ troppo languido e finanche monotono in certi frangenti, il disco procede sostanzialmente tra arrangiamenti più briosi o coraggiosi e giochi più fumosi, introspettivi al fine di rendere il cammino il più personale possibile. Il flusso narrativo sfugge al tempo reale e procede per associazioni libere, mentre risulta sorprendente l`inserimento di una batteria di stampo jazz in una partitura sostanzialmente pop. Ne guadagna la sempre più ampia natura degli stimoli miscelati regalando una sensazione di eleganza mista a un’inusuale intimità. Nella conclusiva Una casa, ad esempio, la gentilezza di un violino unita alle parole quasi sussurrate in punta di piedi regalano all’ascoltatore una confessione intensa e ricca di pathos, proprio quello a lungo cercato per tutto l`album. Alla fine che dire: un tentativo, forse timido, senz’altro meritevole, di dare clamore e mistero a una storia limpida e del tutto vera come la vita.



Track List

  • Se tu sei qui
  • Per noi
  • Una mia distrazione
  • Vivere
  • Apro gli occhi
  • Cantare
  • Andare via
  • Siamo soli insieme
  • Piove
  • Marzo
  • Una casa che

Concerti Cesare Malfatti

  • Cesare Malfatti @ Museo e Giardini di Pitagora Crotone

    23Dicembre

  • Cesare Malfatti @ Il Frantoio delle Idee Cinquefrondi

    26Dicembre

  • Cesare Malfatti @ Bolazzi Palermo

    27Dicembre

  • Cesare Malfatti @ Oceano Mare Agrigento

    28Dicembre

  • Cesare Malfatti @ Al Kenisa Enna

    29Dicembre

  • Cesare Malfatti @ Meno1 Reggio Calabria

    30Dicembre

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