Cesare Carugi - Open 24 Hours

Cesare Carugi

Open 24 Hours

2010 - Autoprodotto

Americana Roots Rock

09/12/2010  |  di Gianni Zuretti

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La cucciolata dei terribili roots guys toscani si arricchisce di un nuovo entrato, Cesare Carugi da Cecina (LI), va ad affiancare i conosciuti Larocca, Ballini, Barotti, Mazzoni and so on. Il fattore comune che contraddistingue questi talentuosi artisti è la passione sfrenata per la musica americana delle radici, quella che va da Seeger a Dylan arrivando sino Springsteen e al al Tex Mex, passione che porta alcuni di questi 'ragazzi' (Larocca su tutti) a pendolare frequentemente con gli States per contaminare sempre più la loro musica attraverso la ricerca, la conoscenza, il confronto con la tanta qualità che alberga nel continente nord americano. Guardano ai maestri, assorbendone l’arte, ma possiedono personalità propria sufficiente per permettere loro di lasciare ai posteri lavori di gusto e qualità che si guadagnano la stima presso i colleghi americani. Carugi non è un novellino, visto che da qualche lustro imbraccia la chitarra, fa serate condividendo il palco con alcuni degli artisti citati (molti stanno nei generosi ringraziamenti) e suda le proverbiali camicie nei pub e nelle vinoteche di Toscana, ma solo ora giunge al debutto discografico con l’EP (che anticipa un album in via di approntamento) intitolato 'Open 24 hrs', tante sono le ore di apertura del suo cuore alla musica, ore affrontate con la gioia che procura il farla e condividerla, anche per tirare avanti in un mondo che non offre grandi soddisfazioni, la stessa musica oltretutto aiuta a gestire le frustrazioni derivanti da un lavoro serio svolto durante la giornata, indispensabile per la pagnotta. È con queste altalene del cuore e dell’anima che nasce questo sei tracce (di cui 'Further on' in doppia versione elettrica e acustica), tutte originali a firma Carugi, e una sola cover, la Springsteeniana 'Open all night'. La registrazione è domestica ma di qualità (persino troppa) ma le canzoni riescono ad emozionare soprattutto grazie alla grande voce di Cesare, ad una pronuncia strepitosa e a una scrittura sufficientemente matura che lascia intendere possibilità di crescita significativa. Ci sono idee interessanti come 'Further on', con un bel solo di Gabriele Moretti doppiata in chiusura in versione acustica e tanto di armonica Dylaniata che ci lascia l’imbarazzo della scelta tra le due e 'Carry the wind home', brano dalle sonorità care a brother Jackson ma cantata con la voce di Christy Moore (scusate se è poco!). Doverosa una riflessione a parte per 'Open all night', infatti, fare una cover di Springsteen è, nel contempo, apprezzabile deferenza ma anche tendenza suicida, non perché la versione di Cesare non sia all’altezza ma perché è troppo appiattita sull’originale, come dice il mio amico Luca 'per arrivare a Nebraska ci manca un bel po' di amarezza, di polvere, di mursus inversus (prognatismo) e una camicia a quadrettini'. In ogni caso al di la di questa fin troppo ortodossa riflessione un invito a Cesare Carugi: avanti a tutta 'you are on the right side of the road', attendiamo l'album.

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Track List:

  • 24 HRS
  • Further on
  • Boulevards
  • Carry the wind home
  • Open all night
  • Further on (acoustic version)

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