Crooner Freak<small></small>
Rock Internazionale − Songwriting

Cesare Carugi

Crooner Freak

2016 - Appaloosa Records / IRD
28/03/2016 - di
A quanti pensano che esistano solo gli artisti oltreoceano, che il rock`n`roll nostrano sia una sbiadita copia di originali insuperabili, e che sia impossibile coniugare in Italia qualità del suono e semplicità della produzione, ecco servito il terzo, fatidico album del songwriter di Cecina, Cesare Carugi.

Crooner freak è il risultato di una campagna di Musicraiser che ha abbondantemente superato la cifra prevista, segno della fiducia riposta dai soddisfatti consumatori dei due precedenti album di Carugi, e insieme attestato di stima nei confronti di un artista sempre on the road, sia come performer, accompagnato da eccellenti musicisti, sia come appassionato e umile frequentatore di concerti, da sempre autentica scuola artistica, per chi voglia cogliere il meglio dai maestri.

Si dice che il terzo disco sia il più difficile da realizzare; se il primo contiene lo slancio degli esordi, e il secondo è la conferma della qualità, pare che il terzo rischi di fare scivolare l`artista nella routine, oppure di spingerlo a sperimentare in eccesso, alla ricerca della sorpresa. Non è questo il caso: raramente si è trovata una "terza prova" altrettanto convincente, per misura e insieme cura dei dettagli, ma anche per il deciso cambio di marcia e prospettiva impresso dalla produzione. Non ospiti rutilanti, non effetti speciali, ma una cura autenticamente artigianale, nel senso più nobile del termine, di ogni elemento espressivo e tecnico.

Così, Carugi si circonda dei suoi fratelli musicisti di una vita (Leonardo Ceccanti alle chitarre, Matteo Barsacchi al basso, Matteo D’Ignazi alla batteria, Nico Pistolesi al piano), e arricchisce il tessuto sonoro di qualche chicca in due brani, l’energica John Butler Train, a cui partecipano Joe Barreca al basso, Tim Easton al mandolino in John Butler Train e Riccardo Maccabruni alla fisarmonica, e la sognante Beautiful when you cry, con la slide di Paolo Ercoli in bella evidenza. E il risultato è efficacissimo.

La scrittura di Carugi attinge ai maestri indiscussi, ma anche agli artisti poco conosciuti, eppure di notevole spessore, e rielabora quanto ascolta, su disco o ai concerti altrui, con una cifra originale, frutto di una sensibilità particolarmente spiccata, che lo porta a muoversi con eleganza e naturalezza nei territori musicali più disparati, dalla West Coast (si ascolti l’intensa Farewell San Francisco Bay per capire) alle ballads più classiche (come la conclusiva Like a long goodbye, dal crescendo impeccabile).

Ma per Carugi vita è musica: e ciò che rende ancor più convincente la sua prova è costituito dalla volontà di trasformare eventi e sentimenti personali in canzoni da condividere, come nel caso dell’emozionante Certain Saturday Nights, scritta in occasione del terremoto che colpì l`area tra Ferrara e Modena quattro anni fa, che diviene metafora dell’energia della vita di coppia e dell’amore per la vita, per la ricostruzione e per la resistenza.

Un inglese fluido nella scrittura e nel canto, senza inflessione alcuna, sottolinea le storie narrate da Carugi, davvero crooner, ma anche un po’ freak, nel senso di artista creativo e anomalo, di cui sentiremo parlare per molto tempo ancora.

Track List

  • THE LONG BLACK WALL
  • WATERFALL (Halloween on Sunset Strip)
  • JOHN BUTLER TRAIN
  • FACE IN THE CROWD
  • BEAUTIFUL WHEN YOU CRY
  • FAREWELL SAN FRANCISCO BAY
  • VIOLET
  • FOR MANY DAYS TO FOLLOW
  • THE UNDERWORLD
  • THE CROWDED HOUSE
  • CERTAIN SATURDAY NIGHTS
  • LIKE A LONG GOODBYE

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